Veltroni: "una verifica sul sostegno all'azione di governo"

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Se vertice di maggioranza ci deve essere, e sia. Purche' a tutto tondo. Deve essere, cioe', "una verifica sul sostegno all'azione di governo", e non un vertice dell'Unione sulla riforma elettorale

 
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Valter Veltroni

Valter Veltroni

Roma, 11-12-2007

Se vertice di maggioranza ci deve essere, e sia. Purche' a tutto tondo. Deve essere, cioe', "una verifica sul sostegno all'azione di governo", e non un vertice dell'Unione sulla riforma elettorale.
   
Walter Veltroni non e' piu' disposto a fare da capro espiatorio, non accetta oltre di essere additato dagli stessi alleati della maggioranza come quello che lavora in sotterranea per minare la coalizione e il governo, al solo scopo di ritagliarsi una legge elettorale su misura che gli garantisca lo spazio di azione necessaria per essere forza maggioritaria e, quindi, potersi liberare del 'fardello' dei piccoli dell'Unione.

Non ha nessuna intenzione di "cadere nella trappola tesagli ad arte da alcuni alleati". E' questo, a quanto si apprende, il refrain che il segretario del Pd, negli
ultimi giorni, ha detto e ridetto con i suoi. Ma, poiche' la posta in gioco e' troppo alta e troppo importante, cioe' fare le riforme essenziali per il Paese, attraverso la massima convergenza tra maggioranza e opposizione, Veltroni ha preferito incassare e proseguire la strada intrapresa privilegiando il dialogo, perche', come ha spiegato oggi in conferenza stampa, "l'obiettivo e' l'interesse del Paese".
   
Fino ad oggi, appunto. Ma gli attacchi ripetuti da parte dei suoi stessi alleati, ultimo quello di oggi del Guardasigilli Clemente Mastella, e la richiesta di un vertice di maggioranza sulla legge elettorale, per mettere spalle al muro il segretario del Pd, lo hanno indotto a rompere il silenzio, seppure con la precisazione "io non partecipo a questi giochetti, al teatrino della politica, faccio finta di non sentire".

E cosi', il segretario del Pd prende al volo l'occasione offertagli da una domanda in conferenza stampa per lanciare il suo affondo agli alleati: premettendo che la decisione spetta a Prodi, "se se ci dovra' essere un vertice, questo dovra' essere una verifica complessiva sull'azione del governo, perche' se si sta al governo ci si sta coerentemente e lo si sostiene".

 

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