Bce: rischi di crescita al ribasso per Eurolandia

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La Bce: il tasso di inflazione in Eurolandia potrebbe mantenersi ''a livelli significativamente superiori al 2% nei prossimi mesi''. Nei paesi con residui squilibri di bilancio i progressi di risanamento sono generalmente deludenti.

 
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Roma, 13-12-2007

Lo scenario di crescita nell'Eurozona e' soggetto "a rischi al ribasso, connessi soprattutto a un impatto potenzialmente piu' ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari sulle condizioni di finanziamento e sul clima di fiducia e quindi sulla crescita mondiale e dell'area dell'euro, a eventuali ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime, nonche' ai timori circa spinte protezionistiche e un possibile andamento disordinato legato agli squilibri mondiali". Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile di dicembre.

L'economia di Eurolandia si basa su "variabili economiche fondamentali solide", tuttavia lo scenario di crescita potrebbe essere "soggetto a rischi al ribasso connessi soprattutto a un impatto potenzialmente piu' ampio della rivalutazione del rischio in atto nei mercati finanziari sulle condizioni di finanziamento" e "a eventuali ulteriori rincari del petrolio e delle materie prime". Lo afferma la Bce nel bollettino di dicembre, dopo che nella scorsa riunione del consiglio direttivo ha ridotto le stime di crescita 2008 per Eurolandia.

Rischi al rialzo per la stabilita' dei prezzi 
"La verifica incrociata dei risultati dell'analisi economica con quelli dell'analisi monetaria conferma appieno la valutazione secondo cui prevalgono rischi al rialzo per la stabilita' dei prezzi nel medio termine". Lo afferma la Bce nel Bollettino mensile, ricordando che l'Eurozona si trova "in un contesto caratterizzato dalla vigorosa crescita della moneta e del credito e dalla solidita'
delle variabili economiche fondamentali".    

Il Consiglio direttivo della Bce "fara' in modo da evitare che si concretizzino effetti di secondo impatto", ossia agira' affinche' "gli attuali tassi di inflazione non incidano sul processo di formazione dei salari e dei prezzi".
   
I rischi di medio periodo sulla stabilita' dei prezzi, spiega ancora la Bce, includono "la possibilita' di ulteriori rincari del petrolio e dei prodotti agricoli in prosecuzione del forte slancio osservato negli ultimi mesi, nonche' di incrementi dei prezzi amministrati e delle imposte indirette in aggiunta a quelli prevista finora". Inoltre la Bce paventa una crescita salariale "piu' vigorosa rispetto alle attese correnti" e la possibilita' che le imprese manifestino "maggior potere" nel determinare i prezzi in segmenti di mercato a bassa concorrenza. 

Il tasso di inflazione in Eurolandia potrebbe mantenersi "a livelli significativamente superiori al 2% nei prossimi mesi". Di conseguenza "la temporanea fase di elevata inflazione risulterebbe piu' prolungata  rispetto
all'orizzonte prospettato in precedenza". E' l'allarme lanciato dalla Bce nel bollettino di dicembre, in cui si sottolinea che la politica monetaria della banca centrale "e' pronta a contrastare i rischi al rialzo per la stabilita' dei prezzi".

Deludenti i progressi di risanamentodei paesei in disavanzo
Nei paesi con residui squilibri di bilancio i progressi di risanamento" sono "generalmente deludenti" e i governi dovrebbero destinare le maggiori entrate fiscali alla riduzione del disavanzo e non a sgravi fiscali o ad aumenti di spesa. E' il monito che lancia la Bce nel suo bollettino mensile precisando che i miglioramenti dei conti pubblici "sono stati ovviamente favoriti dalla forte crescita economica, che si e' tradotta in elevate entrate fiscali e consistenti introiti straordinari. Tuttavia- osserva ancora l'Eurotower - l'evidente mancanza di interventi di risanamento nella maggior parte dei paesi in situazione di squilibrio di bilancio e' fonte di preoccupazione". In molti paesi infatti, spiega la Bce, "i saldi di bilancio strutturali restano al di sotto degli obiettivi di medio termine, talvolta anche in misura considerevole".
   
Inoltre, aggiunge la banca centrale europea, "vi e' incertezza riguardo la sostenibilita' delle attuali condizioni favorevoli dei conti pubblici, specie dal lato dell entrate".     Secondo l'istituto di Francoforte "nella misura in cui l'incremento delle entrate in rapporto al Pil e' riconducibile ai maggiori introiti derivanti dalle imposte dirette corrisposte alle imprese, non si puo' dare per scontato che esso prosegua, vista la significativa volatilita' di questa voce". I programmi di bilancio, sottolinea la Bce, "implicano che, tali maggiori introiti, sebbene incerti, possano tradursi in sgravi fiscali o aumenti della spesa, anziche' essere utilizzati per ridurre il disavanzo e il debito. Pertanto, traendo insegnamento dal passato, i governi dovrebbero adottare una strategia di bilancio prudente ed evitare di tradurre le maggiori entrate in riduzioni delle imposte e/o aumenti della spesa privi di copertura finanziaria".

"Molta attenzione per garantire stabilita'"

Il consiglio direttivo della Bce seguira' "con molta attenzione" gli sviluppi relativi alla stabilita' dei prezzi e "in linea con il suo mandato" sara' "pronta a contrastare" i rischi al rialzo. Gli esperti dell'Eurotower sottolineano che la Banca centrale europea agira' "con tempestivita' e fermezza sulla base delle proprie valutazioni".

Crisi mutui: non c'è stata una contrazione dell'offerta di credito
La crisi dei mutui e le turbolenze sui mercati da essa innescate non hanno provocato una contrazione dell'offerta di credito. Lo sottolinea la Bce nel suo bollettino mensile precisando che "la crescita dei prestiti bancari alle famiglie e alle societa' non finanziarie e' proseguita a ritmi sostenuti negli ultimi mesi". Per il momento, secondo l'Eurotower, vi sono scarse indicazioni del fatto che la turbolenza, in atto dagli inizi di agosto, abbia fortemente influenzato le dinamiche dell'agggregato monetario ampio e di quello creditizio, sebbene determinate voci di bilancio, quali le quote e partecipazioni in fondi comuni monetari, possano averne risentito". Saranno quindi "necessari", conclude la Bce, ulteriori dati "per acquisire una visione piu' completa dell'impatto esercitato dall'andamento dei mercati sui bilanci bancari, sulle condizioni di finanziamento e sulla crescita monetaria e creditizia".

 

La vignetta di Gianni Carino

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