Treviso, 17-12-2007
Non era uno dei giovani ricoverati all'ospedale il ragazzo deceduto questo
pomeriggio a Treviso. Si tratta della seconda vittima dell'epidemia di meningite
fulminante che ha colpito il Trevigiano. Il deceduto, come si è appreso più
precisamente, è un ragazzo senegalese di 30 anni, operaio a Silea
(Treviso).
Il giovane era stato trovato morto il 13 dicembre nella sua
casa. Un primo referto medico aveva formulato la diagnosi di miocardite, le
analisi seguenti hanno invece evidenziato il meningococco. Il quadro si è
chiarito ulteriormente quando si è scoperto che l'operaio aveva partecipato
a una festa di compleanno ispano-americana a Farra di Soligo (treviso), festa
alla quale aveva partecipato anche il giovane quindicenne deceduto nei giorni
scorsi, sempre per la meningite fulminante.
La situazione è "sotto
controllo" e non c'e' alcun motivo per un allarme diffuso. Lo ha affermato il
ministro della Salute, Livia Turco, sottolineando che in Veneto "non sono più
registrati nuovi casi da parecchi giorni, e la Regione ha attivato tutte le
misure necessarie in modo appropriato". Il capo dipartimento prevenzione del
ministero della Salute, Donato Greco, ha annunciato che questa sera "è
previsto un incontro tecnico alla Regione Veneto per valutare l'eventualità
della vaccinazione estesa esclusivamente alla comunita' ispano-americana
coinvolta nel focolaio iniziale dell'epidemia".
Restano intanto stabili
le condizioni dei ricoverati negli ospedali sempre per lo stesso morbo. Tutti
avevano frequentato due locali del Trevigiano da dove si presume si sia
propagato il contagio. Le autorità sanitarie del Trevigiano hanno intanto
stabilito che la task force istituita per aiutare i pronto soccorso ad
affrontare l'emergenza resterà in funzione almeno fino a Natale.
Secondo
quanto stabilito dall'Assessorato alla Sanità della Regione, sono stati
controllati tutti i frequentatori dei locali in questione, sono state decine le
persone che si sono presentate per essere monitorate. Sono rimasti comunque
soltanto cinque casi di malattia conclamata, più un sesto caso di malattia
contratta indirettamente.