Finanziaria, via libera del Senato alla manovra

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Il Senato ha votato la terza fiducia sulla Finanziaria approvando cosi' l' ultimo articolo del disegno di legge con 163 si' e 157 no. Si anticipano i tempi per la votazione del protocollo sul welfare, ultimo voto di fiducia chiesto al senato, dal governo, prima della pausa natalizia. La chiama dei senatori inizierà alle 19.30. Romano Prodi nega che il suo governo non abbia più la maggioranza politica. "Non sono preoccupato"

 
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Senato

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Roma, 21-12-2007

Il Senato ha votato la terza fiducia sulla Finanziaria approvando cosi' l' ultimo articolo del disegno di legge con 163 si' e 157 no. Approvato anche il ddl Bilancio con 163 voti favorevoli e 154 contrari. Tre sì in rapida successione sono arrivati dai senatori a vita Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo anche nel terzo voto di fiducia della Finanziaria. Alla prima chiamata nominale nell'aula di Palazzo Madama è invece risultato assente l'ex presidente della repubblica, Francesco Cossiga che ieri aveva votato a favore.

 Ieri il governo ha incassato la seconda fiducia. I sì sono stati 163 e i no 156. Non ha partecipato al voto il senatore dell'Udc Mario Baccini. Anche in questo caso, come nella prima votazione, l'esecutivo ha potuto contare sul sostegno di 6 senatori a vita.

Se la legge è giunta al traguardo, la maggioranza sembra essersi dissolta: il senatore Fisichella ha detto che il suo rapporto di fiducia con il governo è esaurito. Dello stesso tenore le parole di Mastella e Dini. Il compito di Prodi nel vertice di maggioranza previsto a gennaio si presenta dunque assai arduo.

Si anticipano i tempi per la votazione del protocollo sul welfare, ultimo voto di fiducia chiesto al senato, dal governo, prima della pausa natalizia. La chiama dei senatori inizierà alle 19.30. Romano Prodi nega che il suo governo non abbia più la maggioranza politica. "Non sono preoccupato" , ha detto il presidente del consiglio indicando le priossime priorità del governo e cioè aumento dei salari bassi mediobassi e redistribuzione della pressione fiscale.



 

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