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Il giudice del tribunale di Firenze Isabella Mariani ha emesso un'ordinanza secondo cui e' lecito eseguire i test sugli embrioni da impiantare in una fecondazione assistita nel caso in cui ci sia il rischio di trasmettere una grave malattia genetica
Fecondazione assistita
Firenze, 22-12-2007
Il giudice del tribunale di Firenze Isabella Mariani ha emesso un'ordinanza
secondo cui e' lecito eseguire i test sugli embrioni da impiantare in una
fecondazione assistita nel caso in cui ci sia il rischio di trasmettere
una
grave malattia genetica.
La coppia milanese che aveva presentato il ricorso si era rivolta al Centro Demetra di Firenze chiedendo una diagnosi preimpianto, nel tentativo di non trasmettere una malattia genetica ad alto rischio di trasmissione, la esostosi, malattia che porta all'accrescimento della cartilagine delle ossa.
Il Centro Demetra, attenendosi alle prescrizioni della legge 40, aveva rifiutato di eseguire la diagnosi. La coppia si era cosi' rivolta all'associazione Madre Provetta per presentare ricorso.
Nemmeno tre mesi dopo la sentenza del tribunale di Cagliari, che nel
settembre scorso ha autorizzato la diagnosi pre-impianto sull'embrione di una
coppia portatrice di talassemia, si pronuncia nella stessa direzione il
tribunale
di Firenze: per uno dei pionieri della fecondazione artificiale in
Italia, il ginecologo Carlo Flamigni, "e' inevitabile che siano i magistrati a
occuparsi di fecondazione assistita".
In mancanza di
iniziative politiche, prosegue Flamigni, "alla fine i magistrati tengono conto
del buon senso comune". E secondo l'esperto "non c'e' sentire comune secondo cui
l'embrione e' una persona. Su questo punto - ha aggiunto - esistono tante
teorie, in contraddizione fra loro".
