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I resti del cadavere di Iole Tassitani, 42enne, scomparsa nel nulla 12 giorni fa, sono stati trovati nel garage di Michele Fusaro, un falegname di 40 anni di Bassano del Grappa. Decisiva la soffiata dell'ex cognato, al quale Fusaro aveva raccontato del suo progetto di rapimento. Ritrovate anche le sue scarpe insaguinate.
Iole Tassitani
Roma, 24-12-2007
"Cosa ho fatto, cosa ho fatto. Sono rovinato". Queste le uniche parole che ha pronunciato agli inquirenti dopo essere stato fermato e portato in caserma Michele Fusaro, accusato di aver sequestrato e fatto a pezzi Iole Tassitani. La donna, figlia 42enne di un notaio di Castelfranco Veneto (Treviso), era scomparsa 12 giorni fa nel nulla. Fusaro ha ripetuto più volte questa frase continuando a guardarsi le mani, ma non ha ammesso le sue responsabilità né sul sequestro né sull'omicidio della donna. Nel corso dell'interrogatorio anzi ha tentato di depistare gli investigatori fornendo più nomi di presunti complici che, ad un accertamento, sono risultati tutti inesistenti.
Ma il suo quadro accusatorio si è aggravato dopo che nel pomeriggio sono
state trovate le sue scarpe insanguinate nell'armadietto della falegnameria dove
lavorava. A dare una svolta alle indagini anche la 'soffiata' dell'ex cognato,
al quale Fusaro aveva raccontato del suo progetto di rapimento.
Nel
carcere di Vicenza l'uomo è guardato a vista, perché si teme che possa compiere
atti di autolesionismo. Secondo gli inquirenti avrebbe problemi psichici. Al
momento non c'è però ancora traccia dell'arma con cui il presunto assassino
avrebbe ucciso e massacrato la figlia del notaio.
La scorsa notte invece
sono stati ritrovati i resti del corpo di Iole Tassitani in alcuni
sacchetti della spazzatura nel garage della sua abitazione, a Bassano del Grappa
(Vicenza). L'uomo, 40 anni, che lavora come falegname oltre che come dipendente
di un supermercato, era seguito costantemente dai carabineri da molti giorni.
Ieri sera gli inquirenti hanno deciso di entrare in azione e fermare il
sospettato, per procedere poi a una perquisizione della casa. Per evitare
scontri e situazioni pericolose, Fusaro è stato fermato dagli uomini del reparto
operativo di Treviso mentre camminava per strada.
L'uomo, seppure stupito
e spaventato, non ha opposto resistenza e si è consegnato ai carabinieri. Poco
più tardi la macabra scoperta.
Il procuratore di Venezia Vittorio
Borraccetti ha frenato su ogni ricostruzione definitiva perché le indagini
sono tuttora in corso. Per il momento, restano misteriosi i motivi
dell'omicidio, anche se regge l'ipotesi di un sequestro a scopo di
estorsione. Per qualche motivo si sarebbe concluso tragicamente e il
rapitore avrebbe poi deciso di disfarsi della sua vittima.
La scomparsa della donna
Iole Tassitani era scomparsa
dodici giorni fa da casa all'improvviso senza lasciare tracce. Per molti giorni
non si era saputo più nulla di lei, salvo un breve messaggio sms arrivato al
cellulare di un'amica in cui si leggeva vagamente la frase: "sono stata rapita".
Soltanto tre giorni fa l'arrivo di una richiesta di riscatto sempre via sms. Il
misterioso rapitore chiedeva circa 800 mila euro per il rilascio della
donna.
Tutti questi elementi facevano pensare ad un
sequestro anomalo, perfino ad una banda di balordi che aveva preso la donna e
l'aveva poi ceduta ad un'altra banda. Grazie all'individuazione dei segnali del
telefono cellulare da cui erano partiti i messaggi, i carabinieri di Treviso
sono riusciti però a localizzare la zona dove probabilmente si trovava la
rapita. Fino a ieri sera, quando è stato deciso di eseguire un blitz a Bassano
del Grappa.
Il ritratto di Michele Fusaro delineato dagli inquirenti e' quello di un uomo frustrato, con l'"ossessione" della perfezione fisica, dell'ordine e dei soldi che usava per corteggiare le donne. Ora e' in carcere accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e omicidio. La sua posizione si e' aggravata dopo il ritrovamento delle sue scarpe insanguinate.
