Cgil e Cisl: sui salari il governo ci ascolti o e' scontro

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Il leader della Cgil: ''Il governo ci convochi subito" altrimenti, "se tira a campare, sara' sciopero generale''. Il leader della Cisl Bonanni: ''Serve un segnale concreto dal governo per il rilancio della politica dei redditi con un intervento per sbloccare i contratti pubblici''.

 
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Guglielmo Epifani

Guglielmo Epifani

Roma, 24-12-2007

Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, chiede al Presidente del Consiglio di convocare i sindacati per discutere il piano su salari e fisco, altrimenti, avverte, sara' "scontro duro" fino allo sciopero generale. Epifani lancia il monito con un intervista a Repubblica in cui sottolinea che "il governo ha deluso, ora giochi le sue carte". Il segretario generale della Cgil avverte inoltre che "almeno un punto di pil deve andare ai lavoratori dipendenti. Chiediamo un aumento delle detrazioni e riaprire il tema del fiscal drag".
  
Epifani rileva che "le prime indicazioni vanno nella giusta direzione, ma aspettiamo di vedere le carte: troppo spesso le nostre attese sono state disattese". Al governo, sottolinea Epifani, "rimprovero di non avere un cuore. Lo conferma la legge finanziaria: e' stato troppo condizionato e ricattato".
"E' inaccettabile - continua il leader sindacale riferendosi all'autotrasporto - che siano stati trovati soldi per chi ha bloccato il paese. Noi protestiamo civilmente e non ci ascoltano. Per noi il tema cruciale e' quello di una nuova politica dei redditi, che alzi il valore netto dei salari e incrementi la produttivita"'.
  
Per tutte queste ragioni, spiega Epifani, "il governo ci convochi subito" altrimenti, "se tira a campare, sara' sciopero generale".

Bonanni: segnale dal governo o sara' sciopero generale
"Serve un segnale concreto dal governo per il rilancio della politica dei redditi con un intervento per sbloccare i contratti pubblici. Altrimenti a meta' gennaio siamo pronti a proclamare uno sciopero generale". Cosi' il leader della
Cisl Raffaele Bonanni, in un'intervista su Il Sole 24 Ore sollecita il governo a dare "risposte rapide sul terreno della concretezza" e attende la verifica  nel vertice dell'8 gennaio tra i leader sindacali e il premier Romano Prodi.

L'operazione di riforma complessiva, per Bonanni deve valere "almeno una decina di miliardi". Il sindacato chiede di "legare fortemente il salario alla produttivita'" e che le "tasse pesino meno sui salari". La proposta e' di "sgravare completamente le tasse sul secondo livello di contrattazione".

 

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