Vota:
Votata: 0volte,
Indice di gradimento: n.c.
Lo spiega Legambiente nel suo dossier '2108, la Terra che verra", che sara' pubblicato sul numero di aprile della rivista dell'associazione, La Nuova Ecologia, in occasione dell'Earth Day che si festeggia il 22 aprile
Eolico fotovoltaico nel nostro futuro (archivio)
Roma, 08-04-2008
Fra 100 anni la Terra e il nostro modo di vivere saranno cambiati e in meglio. Tra le possibili previsioni, c'e' la visione ottimistica di Legambiente, secondo cui la tecnologia sara' al servizio dell'uomo per aiutarlo a salvaguardare il pianeta e a vivere in armonia tra natura e high-tech.
Lo spiega nel suo dossier '2108, la Terra che verra", che sara' pubblicato
sul numero di aprile della rivista dell'associazione, La Nuova Ecologia, in
occasione dell'Earth Day che si festeggia il 22 aprile.
In
quello che ora sembra per ora solo un bel sogno, i viaggi saranno a bordo di
dirigibili fotovoltaici, le case saranno ricoperte da una speciale vernice
polimerica che produce energia, le automobili sostituite dai modulor (robot
trasportisti che si modificano a seconda dei passeggeri), si coltivera' sotto
casa e i rifiuti come li conosciamo oggi non esisteranno piu'.
Nel 2018 immaginato dall'autore del dossier, Pietro Cambi, la raccolta
differenziata della spazzatura avverra' infatti porta a porta sotto la gestione
di numerose societa', che riconoscono ai contenitori una parte della tariffa
versata dai cittadini, e gli imballaggi non deriveranno piu' dal petrolio,
troppo caro, ma da molecole vegetali.
Le grandi citta' non
esisteranno piu', con grattacieli e palazzi in cemento demoliti per recuperarne
i materiali. L'aspetto sara' quello degli esperimenti urbanistici del 1950 in
Nord Europa. Il car sharing sara' diffuso, e ci si muovera' con il trasporto
pubblico o in bicicletta. Nei paesi non produttori di petrolio, tutti i mezzi di
trasporto e le navi avranno motore elettrico.
Nel 2060 inoltre, dopo l'esaurimento delle falde acquifere, l'erosione, il costo esorbitante di petrolio e sementi, ci sara' una crisi prondissima, da cui rinascera' un'agricoltura simile a quella di due secoli fa, con prodotti tipici e biologici.
