Roma, 10-04-2008
La Corte europea di giustizia del Lussemburgo ha condannato l'Italia per la
tardiva e quindi non corretta applicazione della direttiva volta a prevenire le
ripercussioni negative sull'ambiente derivanti dalle discariche di
rifiuti.
In sostanza, l'Italia applica alle discariche nuove il
trattamento più favorevole, previsto per le discariche preesistenti, al
contrario di quanto previsto dalla direttiva. Anche per i rifiuti pericolosi, le
regole transitorie previste non sono state applicate alle discariche
preesistenti mentre sono state applicate solo per quelle nuove, sempre in
contrasto con la normativa comunitaria.
La direttiva europea definisce
le nozioni di rifiuti e di discariche - che
suddivide in tre categorie: le
discariche per rifiuti pericolosi, per rifiuti non pericolosi nonchè per rifiuti
inerti - e prevede che gli Stati membri elaborino una strategia nazionale per la
riduzione dei rifiuti biodegradabili, stabilisce regole riguardanti i costi
dello smaltimento dei rifiuti, prevede la procedura di autorizzazione di nuove
discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari.
Oggi la
Corte ha riconosciuto valide le obiezioni sollevate dall'esecutivo europeo ed ha
condannato l'Italia alle spese.