Verona, giovane aggredito per aver rifiutato una sigaretta: in prognosi riservata

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Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Tommasoli e gli amici erano a passeggio verso le 2 della notte nella centrale via Leoni, quando sono stati avvicinati da cinque giovani che gli si sarebbero avventati contro.

 
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Pestaggio nella notte del 1 maggio

Pestaggio nella notte del 1 maggio

Verona, 02-05-2008

In lotta con la morte per aver rifiutato una sigaretta: sarebbe questo il motivo, o la scusa, che avrebbe scatenato la furia dei cinque aggressori che la notte scorsa in centro a Verona hanno ridotto in coma Nicola Tommasoli. Il pestaggio è avvenuto la notte del primo maggio.

Una tragedia assurda, una reazione inaudita esplosa in calci e pugni nei confronti di tre ragazzi che si trovavano, come molti altri giovani, in centro per trascorrere la serata. Semplice la ricostruzione dei carabinieri: tre ragazzi di Negrar (Verona) stanno tornando alla macchina dopo essere usciti da un locale vicino a Porta Leoni. Proprio all'angolo con via Cappello l'incontro con un gruppo di trentenni che pare avessero bevuto troppo. I cinque chiedono ai tre amici una sigaretta: di fronte al rifiuto, la rabbiosa reazione. Due degli aggrediti se la cavano con poco. Tommasoli invece finisce a terra, privo di sensi. Viene colpito con due calci all'addome. Poi ancora un calcio, questa volta alla nuca. L'ematoma e la corsa in ospedale. Sottoposto a un delicato intervento chirurgico il giovane è in fin di vita. Ora è caccia da parte dei carabinieri ai cinque aggressori.

Il giovane è in un letto del reparto di neurochirurgia, in terapia intensiva, all'ospedale Maggiore Borgo Trento della città scaligera.

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino