Roma, 11-05-2008
Un episodio "deprecabile" e il comportamento di Marco Travaglio è
"inescusabile". Così il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, bolla
quanto accaduto ieri sera in diretta tv su Raitre nel corso di "Che tempo che
fa" condotto da Fabio Fazio e con ospite il giornalista ed opinionista Travaglio
che, parlando di mafia e criminalità organizzata, ha fatto dichiarazioni sul neo
presidente del Senato, Renato Schifani, innescando polemiche
politiche.
Un episodio che il direttore generale definisce deprecabile,
ed un comportamento a suo avviso ingiustificabile, tanto da aver preso contatti
con le strutture aziendali per le iniziative del caso.Cappon si riconosce nelle
parole espresse ieri sera dal direttore di Raitre Paolo Ruffini, secondo il
quale l'esercizio della libertà di opinione non può mai sconfinare nell'offesa
personale, tanto più grave se tutto ciò avviene senza
contraddittorio.
Fazio legge in diretta una nota ufficiale della
direzione generaleFabio Fazio, in avvio di trasmissione, ha
letto una nota ufficiale della direzione generale di viale Mazzini, che già
si è fatta sentire nel pomeriggio definendo l'episodio "deprecabile" e il
comportamento di Travaglio "inescusabile", esprimendo "profondo rincrescimento"
per l'accaduto e sottolineando inoltre che la libertà di espressione non può
essere una scusa per offendere o insultare qualcuno senza che questi abbia
opportunità di contraddittorio.
Le scuse di
Fazio
"Non posso che scusarmi". Cosi' Fabio Fazio si rivolge al
presidente del senato Renato Schifani dopo l'episodio di ieri sera.
"Che
tempo che fa' - spiega Fazio - ha sempre cercato di rispettare due principi. Il
primo: consentire la totale liberta' di espressione a tutti i propri ospiti,
evidentemente anche quando non se ne condividono le opinioni, come ho
esplicitamente sottolineato in diretta ieri sera a proposito di alcune
affermazioni fatte da Marco Travaglio nel corso della puntata.
Il secondo e'
quello di non offendere nessuno. Tanto piu' se assente e dunque impossibilitato
a difendersi. L'offesa non mi appartiene. Quindi, quando cio' accade, non
posso che scusarmi.
A maggior ragione in questo caso per il rispetto che e'
dovuto alla Istituzione che il Presidente Schifani rappresenta. E desidero
ribadirgli che, se e quando lo riterra' opportuno, sara' il benvenuto a 'Che
tempo che fa'. Rispettare la doppia liberta' - conclude Fazio -, quella di chi
c'e' e quella di chi non c'e', e' sempre stato e rimarra' l'obiettivo di questa
trasmissione".
Schifani: fatti inconsistenti, qualcuno
vuole minare il dialogo"Si tratta di fatti inconsistenti o
manipolati che non hanno nemmeno la dignita' per generare sospetto". Cosi' il
presidente del Senato, Renato Schifani, intervistato dal Tg1, risponde alle
accuse di Marco Travaglio di ieri sera nel corso del programma di Fabio
Fazio.
"La verita' - sostiene Schifani - e' che qualcuno probabilmente vuol
minare il clima di dialogo e di confronto costruttivo che ha caratterizzato
questo inizio di legislatura.
Se c'e' qualcuno che deve pagare dei prezzi, lo
paghera'. Io lo sto pagando in queste ore ma sono sereno. Nessuno fermera' la
mia azione per fare in modo che sui temi della legalita', delle riforme e delle
proposte condivise si possano
abbattere gli steccati e lavorare insieme. Ce
lo chiede il paese, ce lo chiede anche il capo dello
Stato".
Gasparri: azioni legali e politiche"La Rai
crede che tutto si chiuda dopo le offese a Schifani con la letterina di Cappon?
E Fazio vuole gli applausi dopo le flebili scuse e l'invito al presidente del
Senato? Si scusa con il pubblico? Veramente minimalista il suo patetico
discorsetto appena recitato. Non aggiungo altro e tengo per me il giudizio su
una persona cosi' modesta. Merzagora non lo avrebbe assunto come portavoce". Lo
dichiara il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che aveva
preannunciato azioni legali e conseguenze politiche che investiranno anche i
vertici della Rai. "Ancora una volta il cosiddetto servizio pubblico della Rai
viene messo a disposizione, senza contraddittorio, dalla condotta diffamatoria
di Marco Travaglio giudicato con eccesso di generosità da Vittorio Sgarbi nei
giorni scorsi. Le offese al presidente del Senato Schifani - ha dichiarato
Gasparri - troveranno la giusta risposta nelle sedi giudiziarie. Ma il problema
investe i vertici della Rai e in particolare il direttore generale il cui
mandato per fortuna cessa tra venti giorni per la scadenza di legge. La
vergognosa utilizzazione diffamatoria della Rai non può proseguire e di questo
devono rendersi conto anche i consiglieri in scadenza ma ci auguriamo non
scaduti in termini morali. Travaglio usa ed abusa dei mezzi pubblici ma la sua
attività diffamatoria non ha nulla a che vedere con la libertà di informazione.
Di Fazio, megafono della calunnia, non vale nemmeno la pena parlare. La
questione avrà comunque inevitabilmente conseguenze di ordine politico e
legale".
Ministro Matteoli: contro Schifani vergognosa
imboscata"Ho lavorato insieme con Renato Schifani per due anni e so
cosa pensa della criminalità organizzata e soprattutto so quanto si è
battuto nelle aule parlamentari per approvare provvedimenti legislativi per
contrastarla. L'attacco di ieri sera, utilizzando senza contraddittorio il mezzo
televisivo pubblico, è una vergognosa imboscata". Lo dice il ministro delle
Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli che aggiunge: " Mi auguro che vi si
possa porre riparo evitando almeno che episodi del genere si possano ripetere".
Finocchiaro: inaccettabile Travaglio senza
contraddittorio"Trovo inaccettabile che possano essere lanciate
accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del
Presidente del Senato, in diretta tv sulle reti del servizio pubblico, senza che
vi sia alcuna possibilità di contraddittorio". Il presidente dei senatori del Pd
Anna Finocchiaro, raggiunta telefonicamente, commenta così le affermazioni di
Marco Travaglio contro Renato Schifani su Raitre.
Di Pietro:
solidarietà a Travaglio, ha raccontato i fatti
Antonio Di Pietro
esprime "solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo
dovere raccontando quel che sono i fatti". "Episodi - sostiene il leader di
Idv - che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno
all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo,
cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo
passato".
Prosegue Di Pietro: "Un giornalista che racconta, citando
episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve
essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. Il cronista
racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni
qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare
anche la versione del rapinatore".
Sul blog di Di Pietro la
scheda su Schifani
Antonio Di Pietro ha pubblicato sul proprio
blog la "carta d'identità" del
presidente del Senato Renato Schifani tratta dal libro di Marco Travaglio "Se li
conosci li eviti". La scheda riporta le accuse di collusione con la mafia, e Di
Pietro ricorda che il presidente del Senato e l'onorevole Enrico La Loggia,
citato nel testo, hanno sporto querela.
Giulietti: Schifani ha
diritto di replica"Noi abbiamo sempre sostenuto il diritto di
qualsiasi cittadino, a maggior ragione del presidente del Senato, di rivolgersi
ad ogni sede appropriata ogni qual volta si sente diffamato. E riteniamo
pertanto giusto e doveroso che qualsiasi cittadino, e ancora a maggior ragione
il presidente del Senato, possa chiedere e ottenere il diritto di replica". Così
Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21.
"Il diritto di replica -
afferma Giulietti - vale per Schifani come per molti altri cittadini e movimenti
spesso diffamati senza poter replicare. Bene ha fatto Fabio Fazio a dichiarare
immediatamente la sua disponibilità ad ascoltare le repliche; quello che non
possiamo condividere è il passaggio dalla critica pur feroce alla richiesta
di espellere le opinioni diverse. E non c'è dubbio che Travaglio rappresenti
opinioni diverse che sono però condivise da molti cittadini. Trovo francamente
singolare che a partire dalla trasmissione alcuni esponenti della destra si
siano scagliati addirittura contro Fazio Fazio, Paolo Ruffini e il direttore
generale Claudio Cappon. Un attacco - osserva Giulietti - che non ci convince
affatto e che era stato peraltro annunciato già in precedenza. Ci si scaglia
contro le solite trasmissioni e le solite reti (in particolare Raitre)
crocifiggendo i soliti giornalisti mentre si legittimano i peggiori prodotti
della tv spazzatura".