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Il papa a Genova incontra 5 mila giovani. Il pontefice nel capoluogo ligure ha incontrato anche medici e pazienti dell'ospedale Gaslini e stasera rientrera' con un volo a Ciampino. Ai ragazzi radunati in Piazza Matteotti ha dato appuntamento a Sidney a luglio quando si terra' la Giornata Mondiale della Gioventu'
Il papa Benedetto XVI
Genova, 18-05-2008
Il papa a Genova incontra 5 mila giovani radunati in piazza Matteotti e sotto
la pioggia ammette che il meteo in questi giorni lo perseguita un po',
ma poi esorta la sua platea a prendere la pioggia come una
benedizione, come se lo spirito scendesse a irrigare "le nostre anime",
aride. Ai giovani Benedetto XVI, che ha superato gli ottantanni, dice una verità
che, in altre parole, è raccontata da sociologi, psicologi, opinionisti,
giornalisti, e di recente anche da un interessante reportage su come ci vedono
le badanti o le colf, qui in Italia, pubblicato su Donna di
Repubblica una settimana fa.
Il papa dice che molti giovani
sembrano diventati vecchi ma forse è l'altra faccia di un fenomeno in
aumento: il passaggio 'liquido' dall'infanzia alla senilità che sembra
farci saltare a piedi pari la parte attiva della vita adulta.
Le colf
dei paesi dell'est o dell'America Latina, intervistate da
Repubblica, hanno raccontato di un' Italia benestante formata da
adulti attanagliati dall'ansia di sembrare giovani, infantili, assenti nei ruoli
genitoriali, a tratti patetici anche per i loro figli, sicuramente
patetici agli occhi delle donne immigrate che ormai li sostituiscono nella
cura di bambini e degli anziani e che dichiarano, con un malcelato senso di
superiorità e forse di riscatto, che nei paesi da cui sono partite
ognuno vive la sua età.
Se n'è accorto anche Maroni, il ministro
dell'interno che vuole cacciare i clandestini e dare una stretta al fenomeno
dell'immigrazione ma farà una eccezione per le badanti, anche perchè non farla
vuol dire metter mano alla spesa sociale, creare servizi, decidere di investire
sul Welfare, in un paese che invecchia, a maggior ragione. Forse è vero
che queste donne immigrate che, in genere, a 40 anni, hanno figli di venti, sono
diventate figure indispensabili di complemento anche nelle nostre
famiglie tardive dove in molti casi la figura del nonno è scomparsa,
perlomeno il nonno con un ruolo attivo, perchè in genere quando è in arrivo la
terza generazione lui è a un passo dalla morte e il nuovo nato fa forse in
tempo a vederlo ma non a conoscerlo, figuriamoci a
crescerlo.
Famiglie tardive in una Italia dove, soprattutto nelle
metropoli, sono in aumento le famiglie con un unico figlio, in genere senza
attorno quella rete allargata dei parenti che una volta ci permetteva, fin
dall'infanzia, di andare oltre il concetto di triade. Le colf
sono indispensabili perchè le mamme lavorano e perchè a 40 anni si è più stanche
che a 25. Allora una robusta badante dei 'paesi in via di sviluppo' non
ossessionata dalla taglia 40 ha braccia e gambe per fare il lavoro 'sporco'
perchè non è più vero che i panni sporchi si lavano in famiglia. La scelta di
delegare la cura è diventata centrale non solo per chi lavora, non solo perchè
non ci sono gli asili e i servizi, ma anche perchè in generale, gli adulti
stessi, oscillano tra la tentazione adolescenziale di scrollarsi le
responsabilità e un davvero precoce senso di rinuncia, di ritirata.
"Vi
auguro di essere giovani, non alla moda: le mode si bruciano in un baleno"
ricorda il Pontefice, ma quello della moda, del travestimento alla moda
è un fenomeno che attraversa tutte le epoche e gli adolescenti di
tutte le generazioni che hanno sempre definito la loro identità e il senso della
loro appartenenza seguendo o andando contro la moda. Benedetto XVI fa bene a
spiegare ai ragazzi che la giovinezza vera "Non e' questione di anni, di vigore
fisico, di forma smagliante, di efficienza." fa bene a dire che "Ci
sono, purtroppo, dei giovani di anni, ma che sono vecchi dentro; che si
trascinano, pur non mancando di beni terreni: di cultura, di lavoro
soddisfacente, di rapporti e possibilità".
I giovani in tutto il mondo,
in tutti i tempi, sono stati bersaglio privilegiato delle rampogne, si
parla e si scrive sui giovani come se fossero un corpo unico, meno
attenzione spasmodica è dedicata ai vizi e le virtù degli adulti,
dei quarantenni, che a rigore dovrebbero essere quelli che
la società la fanno. Una giornata mondiale dei quarantenni forse oggi
sarebbe più urgente della giornata mondiale della gioventù, se non altro perchè
i quarantenni di adesso si affacciano increduli alla vita attiva, alle
responsabilità genitoriali, mentre i giovani hanno davanti decenni di
precariato, di dipendenza dai genitori, di consumi...per loro è ancora lunga la
strada da fare prima di diventare coloro su cui riporre le
speranze.
Forse è anche inutile scagliarsi contro questa
tendenza del mondo occidentale, se fosse un rigurgito dell'anacronistico
darwiniano concetto di selezione della specie? Forse il mondo del futuro sarà
delle colf e dei loro figli, e non è detto che sia una tragedia sempre che le
bombe a grappolo non ne facciano strage nei loro paesi. Il Papa ha parlato anche
di questo e ha lanciato un appello affinchè vengano finalmente messe al bando
ricordando che, domani, a Dublino si apre la Conferenza diplomatica sulle
munizioni a grappolo, convocata allo scopo di produrre una Convenzione che
interdica questi micidiali ordigni. Il Papa si congeda poi dalla folla
dando appuntamento a Sydney, alla Giornata Mondiale della Gioventu', che si
terra' a luglio.
di Marialaura Carcano
