El Mundo denuncia: gli aiuti inviati in Birmania venduti al mercato nero

Vota:

Votata: 0volte,

Indice di gradimento: n.c.

Una ciotola di grano costa oggi 3000 kyat, l'equivalente di 10 dollari al cambio ufficiale, qualcosa meno di 3,5 dollari al mercato nero e quasi il doppio di quello che costava fino ad oggi.

 
  • Condividi:
  • Ok Notizie
  • Technorati
  • Virgilio
  • Stampa
  • Segnala
  • Dimensioni originali
  • Zoom +
  • Zoom + +
 
Il riso straniero e' piu' caro perche' e' fresco

Il riso straniero e' piu' caro perche' e' fresco

Rangoon, 22-05-2008

Gli aiuti internazionali inviati in Birmania non giungono a destinazione, perchè vengono rastrellati dalle milizie governative per essere vendute al marcato della capitale. In piena luce del giorno nel più grande e antico bazar di Rangoon si possono comprare  sacchi di riso con l'emblema dell'Onu e con le sigle del Pam, il programma alimentare mondiale.

Altri posti vendono frutta secca e verdure in sacchi con scritto Aiuti del regno della Tailandia, mentre decine di cooperanti stranieri del Pam sperano a Bankok che le autorità birmane concedano loro un visto per poter raggiungere le zone devastate dal ciclone, dove hanno bisogno di viveri, i rappresentanti del regime e i commercianti lucrano sul materiale donato dalla comunità internazionale.

Una ciotola di grano costa oggi 3000 kyat, l'equivalente di 10 dollari al cambio ufficiale, qualcosa meno di 3,5 dollari al mercato nero e quasi il doppio di quello che costava fino ad oggi.

Un'anziana denuncia: il riso straniero e' piu' caro perche' e' fresco, non sta imputridendo come il resto. Poi la donna tace per paura per paura dei militanti dell'Associazione per lo sviluppo e la solidarietà dell'Unione, (USDA), gruppo paramilitare accusato di traffico degli aiuti umanitari.

 

Notizie collegate

Ban Ki-moon in Birmania: sugli aiuti umanitari la giunta e' piu' "morbida"

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon deve convincere i militari al potere a lasciar entrare massicciamente l'aiuto umanitario destinato alle 134mila vittime (tra morti e dispersi) del ciclone Nargis.

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino