Caso Mills, respinta la ricusazione del giudice Gandus. Berlusconi ricorre in Cassazione

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La Corte d'Appello di Milano ha respinto l'istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus, presentata dai legali di Silvio Berlusconi, nell'ambito del processo in cui è imputato insieme all'avvocato David Mills.

 
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Aula di tribunale

Aula di tribunale

Milano, 17-07-2008

I giudici della quinta sezione della Corte d'Appello di Milano hanno respinto l'istanza di ricusazione del giudice Nicoletta Gandus, presentata da Silvio Berlusconi nell'ambito del processo in cui è imputato insieme all'avvocato David Mills. "Faremo ricorso in Cassazione", ha fatto sapere l'avvocato Piero Longo, uno
dei difensori di Silvio Berlusconi.

Una vera e propria "assoluzione" dunque per la presidente del collegio che giudica Berlusconi e l'avvocato inglese David Mills per presunta corruzione in atti giudiziari.

Le motivazioni della sentenza
Un magistrato può affrontare un processo in cui sia imputato un politico della parte avversa. Lo hanno scritto i giudici della Corte d'Appello di Milano motivando la sentenza con cui ha respinto l'istanza di ricusazione. "Non si vuol davvero credere - si legge nella sentenza - che a tutt'oggi un giudice, ufficialmente e  pubblicamente collocabile in una certa area ideologico-politica, non possa serenamente e correttamente affrontare un processo in cui sia imputato un esponente politico di parte avversa".

La motivazione della sentenza prosegue sottolineando "che la dottoressa Gandus non ha mai menzionato direttamente l'onorevole Berlusconi, ma si è limitata a criticare, anche fortemente, una politica legislativa, specie in tema di giustizia, approvata dal Parlamento negli anni 2001-2006".

 

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