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La leader dell'opposizione birmana non consuma le provviste che le vengono recapitate a casa, dove si trova agli arresti. Non è chiaro se abbia iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il rifiuto del governo di portare avanti il dialogo sulle riforme democratiche.
Aung San Suu Kyi
Rangoon, 26-08-2008
Aung San Suu Kyi rifiuta il cibo. La leader dell'opposizione birmana e premio Nobel per la pace non consuma le provviste che le vengono recapitate a casa, dove si trova agli arresti. Gli ultimi rifornimenti accettati risalgono al 15 agosto. Non è però chiaro se abbia iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il rifiuto del governo di portare avanti il dialogo sulle riforme democratiche.
Un responsabile governativo birmano, che ha chiesto di mantenere l'anonimato, ha smentito la notizia secondo cui la leader dell'opposizione sarebbe in sciopero della fame. "Non è affatto vero, non sono che delle voci", ha detto.
Nyan Win, portavoce del partito di Suu Kyi, la Lega nazionale per la democrazia, ha dichiarato che per il momento non si può dire che si tratti di sciopero della fame, ma solo che il cibo consegnato al posto di controllo davanti alla sua abitazione non viene raccolto. "Non siamo in contatto con lei dunque non possiamo né confermare né smentire queste informazioni", ha dichiarato.
Per il responsabile esteri del partito in esilio in Thailandia, Nyo Ohn Myint, Suu Kyi continuerà a rifiutare il cibo fino a quando non saranno accolte le sue richieste. Di recente, il Nobel aveva chiesto alla giunta di riavviare il dialogo, di installare un'antenna parabolica sulla sua casa e di garantire libertà di movimento al suo assistente personale, Khin Win.
"Se Aung San Suu Kyi continuerà a rifiutare il cibo consegnato dai suoi compagni di partito - si legge in un comunicato diffuso dall'opposizione in esilio - le sue condizioni di salute ne risentiranno in modo grave. Anche le persone che vivono con Aung San Suu Kyi rifiutano il cibo. E' necessario che la comunità internazionale intervenga con urgenza".
Per rimarcare il fallimento delle iniziative portate avanti finora dalle Nazioni Unite per favorire la riconciliazione nazionale e promuovere le riforme, la scorsa settimana, Aung San Suu Kyi si era rifiutata di incontrare l'inviato Onu Ibrahim Gambari. Domenica scorsa, il partito di Suu Kyi ha bollato come "un fallimento" la missione di Gambari, criticandolo per "aver perso tempo" a discutere con la giunta l'organizzazione delle elezioni del 2010 e di non essere riuscito a incontrare il leader della giunta, il generale Than Shwe per ottenere una qualche forma di impegno per la ripresa del dialogo.
