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"Ancora più gravemente inopportuna", scrive in una lettera Berlusconi al sindaco di Vicenza Achille Variati, la richiesta di una consultazione popolare sulla base Dal Molin. Replica il sindaco: "Il nostro quesito non tocca le sfere della politica estera e della difesa nazionale. Il nostro è un quesito di natura patrimoniale. Chiediamo soltanto di concedere ai vicentini di dire la loro".
Silvio Berlusconi
Roma, 07-09-2008
"Le ricordo ancora una volta che la consultazione popolare da lei indetta si manifesta ancora più gravemente inopportuna". Così il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi scrive al sindaco di Vicenza, Achille Variati, sul referendum popolare previsto il 5 ottobre prossimo sulla base Dal Molin. La lettera, secondo quanto ricostruito dal Giornale di Vicenza, è arrivata a palazzo Trissino venerdì mattina e dice che il Dal Molin non è in vendita, non è alienabile, non sarà sdemanializzato, come vorrebbe il quesito della consultazione popolare.
"L'area demaniale dell'aeroporto Dal Molin - scrive Berlusconi - è stata destinata dal governo all'ampliamento della base Usa di Vicenza, nell'adempimento di precisi obblighi internazionali, e, inoltre, nell'esercizio delle sue esclusive attribuzioni di politica estera, di difesa e sicurezza nazionale. Essa è stata consegnata all'Amministrazione degli Stati Uniti il 30 luglio 2008. Deve, dunque, escludersi qualunque utilizzo diverso da quello dell'ampliamento sopra indicato, del genere prospettato nel quesito 'referendario' predisposto".
"La consultazione popolare in una materia costituzionalmente sottratta alla valutazione popolare diretta - scrive ancora il presidente del Consiglio - perché specificamente e indiscutibilmente concernenti obblighi derivanti da un trattato internazionale in materia di difesa (articolo 75, comma secondo della Costituzione), avrebbe una pesante ricaduta perché si porrebbe in diretto contrasto con l'azione del governo, e con le valutazioni della magistratura e rischierebbe, infine, di fomentare ulteriori tensioni interne ed esterne non facilmente prevedibili".
Immediata la replica del sindaco: "Il nostro quesito non tocca le sfere della politica estera e della difesa nazionale - ha spiegato Variati -. Il nostro è un quesito di natura patrimoniale. Chiediamo soltanto di concedere ai vicentini di dire la loro".
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