Di Pietro attacca Violante: ma insomma, da che parte stai?

Vota:

Votata: 19volte,

Indice di gradimento: 2.78

Sul suo blog Antonio Di Pietro critica le recenti iniziative in tema di riforma della giustizia di Luciano Violante, che si difende: "Non ho mai inteso togliere al Pm il controllo della polizia giudiziaria"

 
  • Condividi:
  • Ok Notizie
  • Technorati
  • Virgilio
  • Stampa
  • Segnala
  • Dimensioni originali
  • Zoom +
  • Zoom + +
 
Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro

Roma, 12-09-2008

"Ma da che parte sta Violante, verrebbe da dire, alla luce di alcune sue recenti
esternazioni in materia di giustizia?". Dal proprio blog Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, va dritto al punto dopo le recenti iniziative in tema di riforma della giustizia di Luciano Violante, ex presidente della Camera e punto di riferimento del Pd in materia. 

"Tutti gli riconosciamo grande competenza, esperienza e buona fede. Ma proprio per
queste ragioni sono perplesso di fronte ad alcune sue proposte di questi giorni". "Dopo la discussa e discutibile intervista da lui rilasciata alcuni giorni addietro ad un quotidiano nazionale che a molti ha fatto pensare ad una sua conversione a favore della discrezionalità dell'azione penale e della possibile separazione delle carriere dei giudici da quella dei Pubblici Ministeri, in verità poi smentite dallo stesso Violante accusandoci di non averlo capito, ieri - racconta Di Pietro - è tornato sul tema con una lettera di suo pugno, e perciò non smentibile, in cui testualmente ha asserito che '…il Pm deve operare 'dopo' aver acquisito una notizia di reato e la polizia deve operare invece per accertare 'se' sia stato commesso un reato dandone notizia al Pm…'. Insomma, secondo l'ultimo Violante, bisogna fare una riforma che impedisca al
Procuratore della Repubblica di acquisire autonomamente le notizie di reato. Egli, invece, dovrebbe sempre aspettare che altri, e significativamente la Polizia, lo informino".

L'ex magistrato replica a Violante domandandogli: "E perché mai? Perché (il Pm, ndr)
deve fare solo da passacarte? E se non lo informano? E perché mai deve accontentarsi solo di quello che gli passano gli organi di polizia giudiziaria che, con tutto il rispetto per i singoli e per l'istituzione, sono pur sempre sotto la dipendenza gerarchica del ministero dell'Interno o della
Difesa o dell'Economia e quindi del Governo in carica? E perché mai il Pubblico ministero non dovrebbe poter fare lui quel che può chiedere di fare agli altri? Ma qualcuno crede
davvero che Buscetta si sarebbe messo a fare il pentito davanti ad un poliziotto sapendo che poi questo doveva riferire al Governo dell'epoca? E qualcuno crede davvero che Mani pulite che arrivo' a toccare ministri in carica e capi di governo poteva decollare in un ufficio di Polizia?".


Conclusione, inevitabile:"Possibile che ogni volta che c'è una norma che funziona ci
deve essere sempre qualcuno che ci si mette di mezzo per fermarla? Bene ha fatto allora l'ex collega, mio e di Violante, sen. D'Ambrosio a ricordare - conclude Di Pietro - che finora mirabili inchieste si sono potute svolgere solo grazie a "magistrati e ufficiali di polizia giudiziaria,
insieme, in prima linea".

Dallo stesso Violante, però, arriva una replica a D'Ambrosio: "Ferma restando la stima e
l'apprezzamento che ho per lui, lo inviterei a rileggere meglio quello che ho scritto perché il suo commento non trova fondamento nelle mie parole". "Non è in discussione il rapporto tra Pm e polizia giudiziaria - afferma Violante - il punto sul quale invito a riflettere è su quando comincia l'attività del Pm e quando c'è invece l'attività di pura polizia. Se il Pm diventa capo
della polizia, infatti, con il passare del tempo perde la sua indipendenza e va a finire sotto il controllo del governo. E questo è un punto di democrazia di grande importanza".
  
"L'attuale codice - prosegue l'esponente del Pd - fa confusione tra l'attivita' che precede la notizia di reato, che e' quella della polizia giudiziaria, e l'attivita' che segue la notizia di reato, che riguarda invece il pubblico ministero".

Ma a Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm, tutto ciò non basta per non bocciare senza mezzi termini la proposta Ghedini-Violante: un "netto passo indietro", privo "di logica, di senso storico, di effettiva utilità", dice Casini a La Repubblica.

 

Tag

Giustizia

 

Notizie collegate

"La mafia ha sempre cercato la politica"

"Nessuna legge per Berlusconi"

L'ex presidente della Camera boccia il lodo Sartori e la tregua proposta da Sergio Romano, invitando ad una riforma del sistema politico nel suo complesso. No a legggi ad personam, ma no anche a chi ritiene Spatuzza prova sufficiente dei rapporti di Berlusconi con la mafia. E no al No-B day, "perché chi ha responsabilità politiche non combatte le persone, combatte i progetti politici, le idee: non una persona".

Fini insiste: "Riforma della giustizia ineludibile ma dopo confronto con opposizione e magistrati"

"Ci sono fin troppe polemiche ma ben pochi dubbi sulla necessità di riformare la giustizia". Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini, in un lungo intervento sul Corriere della Sera nel quale propone sei punti per cambiare la giustizia.

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino