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La Lega Nord ha presentato una mozione alla Camera dove chiede al Governo di rivedere il sistema di accesso per gli studenti stranieri. "Test d'ingresso per l'italiano e classi ponte per chi non lo supera per non rallentare gli altri" ha spiegato Roberto Cota capogruppo del Carroccio.
La Lega: "Non siamo razzisti, vogliamo l'integrazione"
Roma, 25-09-2008
Un test di ingresso per accedere alla scuola dell'obbligo e, per chi non lo supera, classi separate
dove si studia la lingua italiana. La Lega chiede al Governo di rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo perché, rileva nella mozione presentata oggi
alla Camera, "l'elevata presenza di alunni stranieri nelle singole classi determina difficoltà oggettive di insegnamento per i docenti e di apprendimento per gli studenti".
"Proponiamo quindi - afferma il capogruppo a Montecitorio, Roberto Cota - l'introduzione di classi ponte per l'alfabetizzazione e l'integrazione sociale". "Non siamo razzisti - precisa la deputata Paola Goisis - anzi facciamo questa proposta proprio perché vogliamo l'integrazione sociale. Riconosciamo i diritti di tutti ma i nostri vengono prima". Secondo Goisis "bisogna fermare la fuga degli alunni italiani dalla scuola pubblica dove il crescente numero di studenti
immigrati rallenta il processo di apprendimento".
La mozione del Carroccio chiede al governo che all'interno delle "classi ponte" si attuino percorsi multidisciplinari basati su cinque punti essenziali: "la comprensione dei diritti e dei
doveri, rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge del paese accogliente; sostegno alla vita democratica; interdipendenza mondiale; rispetto di tradizioni
territoriali e regionali del paese accogliente, senza etnocentrismi; rispetto per la diversità morale e cultura religiosa italiana".
"La scuola cattolica ha una funzione civile, non difende un interesse di parte ma è un contributo importante all'intera società. Per questo chiedo la parità con gli istituti statali". Queste le parole di Papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo.
