Interferenza patologica sull'attività del pm De Magistris. Per la Procura di Salerno Why not avocata illegalmente

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La procura di Salerno indaga su sull'avocazione dell'indagine Why Not e sulla revoca del pubblico ministero dell'indagine Poseidone, condotte dall'ex pm De Magistris, trasferito a Napoli dopo un procedimento disciplinare. Per gli inquirenti c'è stata un'attività di interferenza patologica.

 
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Luigi De Magistris

Luigi De Magistris

Catanzaro, 03-12-2008

Si sono concluse dopo mezzanotte le perquisizioni svolte per 14 ore nella Procura generale e
nella Procura della Repubblica di Catanzaro, disposte dall'autorita' giudiziaria di Salerno.
Gli ultimi ad uscire dal palazzo di giustizia catanzarese sono stati il procuratore generale Enzo Jannelli ed i suoi sostituti Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, il pm della Procura Salvatore Curcio ed un magistrato della procura di Salerno. All'uscita dal palazzo di giustizia nessuno ha voluto fare commenti. Insieme ai magistrati sono usciti anche gli ultimi carabinieri rimasti nel palazzo che hanno caricato su una Fiat Punto azzurra altri scatoloni contenenti gli atti delle
inchieste sequestrati.

La procura di Salerno ha disposto le perquisizioni negli uffici di alcuni magistrati, che risultano anche indagati, della procura generale e della procura della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta sull'avocazione dell'indagine Why Not e sulla revoca del pubblico ministero dell'indagine Poseidone, che erano condotte dall'ex pm De Magistris, trasferito a Napoli dopo un procedimento disciplinare.

Per quanto attiene all'inchiesta "Why not", secondo la Procura di Salerno sarebbe stata
avocata a Luigi De Magistris in maniera illegale. Per gli inquirenti, inoltre, sarebbe stata dovuta l'attività investigativa nei confronti dell'ex ministro Clemente Mastella, la cui posizione fu in seguito archiviata dal pool subentrato al pm napoletano. I magistrati campani scrivono infatti nel decreto di perquisizione e sequestro, come sia "emerso che corretta e doverosa era l'indagine del dott. De Magistris nei confronti dell'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella e che l'avocazione del fascicolo ha impedito la prosecuzione della stessa anche nei confronti di Mastella".

I magistrati di Salerno scrivono, nel provvedimento destinato agli indagati, di una "patologica
attività di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, ed il ministro della Giustizia Mastella".

Sempre relativamente a Why not, i magistrati considerano illegale la revoca dell'incarico al consulente tecnico d'ufficio Gioacchino Genchi, inizialmente nominato da De Magistris.

Rispetto a ciò il concorso in abuso d'ufficio, il favoreggiamento ed il falso ideologico sono contestati all'avvocato generale facente funzioni di procuratore generale Dolcino Favi, all'allora procuratore capo Mariano Lombardi, ed all'aggiunto Salvatore Murone.

Riguarda invece la vicenda dei tabulati telefonici acquisiti da De Magistris nell'ambito delle indagini un ulteriore capo d'imputazione contestato dalla Procura di Salerno. Il pool campano, infatti, contesta al procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli, a Favi, ai sostituti
procuratori generali Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo i reati di concorso in abuso d'ufficio, favoreggiamento e falso ideologico, con riferimento alle deleghe conferite al Ros dei
carabinieri di Roma per l'analisi dei tabulati, in quanto "si prospettavano falsamente illegittimità ed illiceità che sarebbero state commesse dal pm dott. De Magistris, anche con
strumentali segnalazioni disciplinari nei confronti di quest'ultimo".

Secondo gli inquirenti, invece, "non è emersa alcuna irregolarità di De Magistris con riferimento alla vicenda relativa all'acquisizione dei tabulati in cui compare anche un'utenza riferibile all'allora ministro Mastella".

La reazione del procuratore generale Jannelli: "Di quanto accaduto oggi ho informato il Capo dello Stato, il Csm ed il Ministro della Giustizia con i quali mi terrò in contatto". A dirlo è stato stasera il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli in merito alle perquisizioni eseguite oggi nel suo ufficio. Jannelli ha detto di avere inviato una lettera al Capo dello Stato, al Csm ed al Ministro. "Per quanto riguarda l'attività svolta dalla Procura di Salerno negli uffici giudiziari di Catanzaro - ha aggiunto - non si può rilasciare alcuna dichiarazione".

 

 

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