Governo e Confindustria assenti all'anniversario del rogo alla Thyssenkrupp

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Un anno fa la tragedia: un tubo di olio che si rompe, una scintilla e la linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino diventa l'inferno. Muoiono 7 operai. Il 15 gennaio, il processo per omicidio volontario ai vertici, per l'ad Harald Espenhahn l'accusa è di omicidio volontario.

 
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Thyssenkrupp

Thyssenkrupp

Torino, 07-12-2008

Un applauso davanti al Palazzo di Giustizia di Torino per ricordare le sette vittime della ThyssenKrupp a un anno dalla tragedia. Così si è concluso il corteo a cui hanno partecipato migliaia di persone promosso dall'associazione 'Legami d'acciaio'. Alle celebrazioni non hanno partecipato Governo e Confindustria. 

"L'assenza di governo e Confindustria alle odierne celebrazioni in memoria delle vittime del terribile incidente avvenuto lo scorso anno alla Thyssen è un fatto che preoccupa e amareggia perchè così facendo si cerca di rimuovere la memoria di quella tragedia e di quanti hanno pagato e purtroppo pagano con la vita il solo fatto di lavorare". Cosi' Antonio Boccuzzi, parlamentare di Pd ed ex operaio della Thyssen, compagno di lavoro delle vittime morte nel rogo un anno fa.  

"Noi e tutta la città di Torino - ha detto Antonio Boccuzzi - non dimentichiamo, come non dimenticano i lavoratori costretti ad affrontare ogni giorno il problema della sicurezza sul lavoro. Al di là del mio personale e diretto coinvolgimento nella vicenda - prosegue - ritengo che l'aver disertato un appuntamento dall'alto valore simbolico sia un pessimo segnale per il futuro dei lavoratori.

Soprattutto oggi - ha concluso Boccuzzi - quando a fronte di una crisi crescente esiste il
concreto rischio che, sotto il ricatto occupazionale, si allenti l'attenzione sulla necessaria e rigorosa applicazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro".

Il corteo per ricordare la morte dei sette operai della Thyssen è partito dai cancelli dello stabilimento, ormai in disuso, di corso Regina Margherita che in quella maledetta notte venne illuminato a giorno dall'incendio mortale, ed è arrivato fino al Palazzo di Giustizia, dove il prossimo 15 gennaio si terrà il processo che vedrà seduti al banco degli imputati, Harald Espenhahn, accusato di omicidio volontario e  altri cinque dirigenti della multinazionale tedesca dell'acciaio accusati di omicidio colposo.

La tragedia, un anno fa, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre: un tubo di olio si rompe, una scintilla e la linea 5 dello stabilimento ThyssenKrupp di Torino diventa l'inferno. Un operaio muore sul colpo, altri sei perderanno la vita nei giorni seguenti. Uno dopo l'altro, mentre le polemiche sulla sicurezza dei posti di lavoro si mescolano alla rabbia e al dolore dei famigliari delle vittime.

Le vittime sono: Antonio Schiavone, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rocco Marzo, Bruno Santino, Rosario Rodino' e Giuseppe Demasi.

 

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