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Le audizioni - alle quali partecipano numerosi consiglieri del Csm anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione - sono state decise ieri in una riunione straordinaria, all'indomani dell'intervento sulla vicenda del capo dello Stato. Procuratore di Salerno: ho la coscienza a posto.
Il Csm
Roma, 06-12-2008
Sono cominciate al Csm le audizioni dei vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro nato sulle indagini dell'ex pm Luigi De Magistris e combattuto a colpi di sequestri del fascicolo "Why not" e scambi di avvisi di garanzia.
La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli - competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati- sta ascoltando il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro; e sentirà poi il pg di Catanzaro Enzo Jannelli; entrambi hanno già dovuto fornire ieri i primi chiarimenti sulla vicenda al procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, che con il ministro della Giustizia Alfano è il titolare dell'azione disciplinare. In mattinata- secondo quanto è stato programmato- saranno ascoltati dal Csm anche i presidenti delle Corti di appello di Salerno, Matteo Casale, e Catanzaro Pietro Sirena, mentre nel pomeriggio sarà la volta dei due procuratori Luigi Apicella e Antonio Lombardo.
Le audizioni - alle quali partecipano numerosi consiglieri del Csm anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione -sono state decise ieri in una riunione straordinaria, all'indomani dell'intervento sulla vicenda del capo dello Stato.
Procuratore di Salerno: ho la coscienza a posto
"Quando si ha la coscienza tranquilla si è sereni". Cosi' il procuratore di Salerno, Luigi Apicella - in partenza per Roma, dove sara' ascoltato dal Csm - spiega per la prima volta la decisione di effettuare il sequestro degli atti della vicenda De Magistris alla procura di Catanzaro.
"Non abbiamo violato alcuna norma nè aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell'ufficio a trattare il procedimento 'Why not"'. - spiega le iniziative adottate dal suo ufficio da cui è scaturita la cosiddetta guerre tra procure. "Questa procura della Repubblica - ha disposto il sequestro penale del procedimento Why Not al solo fine di acquisire copia di atti in esso contenuti che, secondo elementi già in nostro possesso potevano essere rilevanti in ordine a reati contestati ai magistrati che gestivano quel fascicolo processuale".
