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In una giornata caratterizzata da nuove notizie di sangue provenienti da Gaza, e' continuata anche l'attivita' diplomatica del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, dopo il colloquio telefonico di ieri con Shimon Peres, oggi ha sentito il presidente egiziano Mubarak, il presidente dell' Autorita' Nazionale Palestinese Abbas e il Segretario generale della Lega Araba.
Bombardamento a Gaza City
Roma, 30-12-2008
Il primo obiettivo deve essere il cessate il fuoco. Ma poi Hamas, che ha la responsabilita' di aver violato la tregua, deve accettare una nuova tregua che sia 'controllata' da osservatori internazionali. Questo il primo, urgente traguardo da raggiungere, per il ministro degli Esteri Franco Frattini nella crisi israelo-palestinese. Un risultato che - nella strategia del ministro - dovrebbe essere puntellata con la forza di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
In una giornata caratterizzata da nuove notizie di sangue provenienti da Gaza, e' continuata anche l'attivita' diplomatica del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, dopo il colloquio telefonico di ieri con Shimon Peres, oggi ha sentito il presidente egiziano Hosni Mubarak, il presidente dell' Autorita' Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas e il Segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa. "Il primo ed indiscusso obiettivo di tutta la Comunita' internazionale e' il cessate il fuoco immediato, accompagnato da aiuti umanitari", ha detto Frattini nel corso di un'audizione davanti alle commissioni esteri di Camera e Senato, dopo la "sconsiderata decisione" di Hamas di rompere la tregua. Confermando che Israele non intende procede ad attacchi di terra e che anzi gli stessi vertici militari israeliani avrebbero chiesto una tregua di 48 ore, il ministro ha poi annunciato che Italia e Francia, stanno lavorando per proporre i 'cardini' ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Una risoluzione che sarebbe - ha detto il ministro - "uno strumento politico forte, necessario" e che potrebbe articolarsi su 4 punti: chiedere l'immediato cessate il fuoco; la ripresa dei flussi umanitari; la "richiesta di un meccanismo di osservatori internazionali"; e l'utilizzo di personale Pesd nell'area. E "che dica che noi legittimiamo il presidente Abu Mazen e non i suoi avversari di Hamas". Ma bisogna agire - ha sottolineato Frattini - perche' "il momento e' tragico" e "il sistema sanitario a Gaza e' gia' al collasso, senza posti letto e senza medicinali".
L'Italia, in questo senso, e' stato il primo Paese a muoversi, con uno stanziamento supplementare complessivo di quasi 1 milione di euro, oltre agli 8 stanziati in questo 2008. Frattini ha parlato davanti ad un Parlamento, rappresentato dai membri delle commissioni, che si e' mostrato non univoco nel giudizio delle motivazioni che hanno portato alla crisi mediorientale. Diviso fra chi attribuisce tutte le responsabilita' ad Hamas e chi vede, nella reazione israeliana, una 'mossa elettorale' e, in ogni caso, una violenza fuori misura. Da ieri intanto l'iniziativa diplomatica italiana ha potuto contare sull'intervento diretto del Capo dello Stato. Oggi Napolitano ha parlato con Mubarak, con Abbas e con Mussa. "Concorde - ha subito informato il Quirinale - e' stato l'auspicio, dinanzi alla drammaticita' della situazione, che possano svilupparsi e avere successo gli interventi diplomatici attraverso i quali ci si propone di giungere a un cessate il fuoco, al ristabilimento della tregua tra le parti e al ritorno ad un dialogo di pace". Infine il ministro, prima di lasciare il Senato, spiega ai giornalisti come mai non fosse andato a Parigi dove si e' svolto la riunione ministeriale straordinaria della Ue dedicata alla crisi di Gaza: "non sono andato a Parigi perche' sfortunatamente non ho il dono dell'ubiquita' ma anche perche' oggi il Parlamento ha sostenuto le proposte che, con l'accordo della presidenza francese Ue, sono state anticipate al Governo italiano".
Hamas favorevole alla tregua se cessano "l'aggressione e l'isolamento" di Gaza. Ripresi in serata i bombardamenti vicino al valico di Rafah. Sale a quasi 400 il numero dei morti e a oltre 1700 quello dei feriti a Gaza.
L'offensiva israeliana nella Striscia di Gaza prosegue perché, ha spiegato il premier Ehud Olmert, non ci sono al momento le condizioni per un cessate il fuoco. Poco dopo il movimento islamico Hamas si è detto disposto a esaminare proposte di tregua che portino alla fine degli attacchi israeliani e alla totale revoca dell'isolamento di Gaza. 380 morti e 1.700 feriti palestinesi dei raid su Gaza. 5 le vittime israeliane.
Analogo appello anche dal Quartetto per il Medio Oriente. Il ministro della difesa israeliano Barak favorevole. L'Unione europea inviera' una delegazione di ministri in Medio Oriente. Israele "apre" a un cessate-il-fuoco di 48 ore.
Apertura del ministro della difesa israeliano Barak, favorevole a una tregua di 48 ore. Si aggrava intanto il bilancio delle vittime palestinesi della massiccia offensiva israeliana nella Striscia di Gaza ormai al quarto giorno: oltre 360 morti e 1700 feriti. Bombardata Rafah. Hamas minaccia attacchi a maggiore profondità.
