Gaza, l'Ue alza la voce e chiede la tregua permanente.

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Analogo appello anche dal Quartetto per il Medio Oriente. Il ministro della difesa israeliano Barak favorevole. L'Unione europea inviera' una delegazione di ministri in Medio Oriente. Israele "apre" a un cessate-il-fuoco di 48 ore.

 
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Bombardamenti a Gaza

Bombardamenti a Gaza

Parigi, 30-12-2008

L'Unione Europea chiede un "cessate il fuoco immediato e permanente" a Gaza per consentire l'accesso umanitario alle popolazioni civili e per vigilare sulla tregua si dichiara pronta ad inviare una propria missione di osservatori. La posizione della Ue e' stata messa a punto dai ministri degli esteri dei 27 convocati stasera in una riunione di emergenza a Parigi, per cercare una via d'uscita alla crisi scoppiata tra Israele e i palestinesi integralisti di Hamas, che ha gia' provocato centinaia di vittime e fatto riprecipitare nel terrore un territorio martoriato dalle violenze.

"Auspichiamo un cessate il fuoco che sia permanente, che sia rispettato, con un accesso umanitario ben sicuro perche' le vittime sono numerose e bisogna assicurarsi degli aiuti, e quindi anche un ritorno al processo di pace", ha detto il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, parlando alla rete televisiva TF1 in una pausa dei lavori della riunione tenuta nelle ultime ore della presidenza francese di turno della Ue, che dal primo gennaio passera' nelle mani della Repubblica ceca. Kouchner - che ieri si e' fatto portavoce della richiesta ad Israele di una tregua umanitaria di 48 ore - ha precisato che la Ue e' unita nel chiedere un cessate il fuoco immediato e permanente.

E sulla stessa posizione si sono pronunciati anche i rappresentanti del Quartetto per il Medio Oriente (Usa, Russia, Ue ed Onu), che hanno chiesto "a tutte le parti di rispondere ai bisogni umanitari ed economici a Gaza e di prendere le misure necessarie per assicurarsi il continuo rifornimento di aiuti umanitari". Nella dichiarazione conclusiva, i ministri degli esteri della Ue lanciano un appello per "un cessate il fuoco immediato e permanente", chiedono un'azione umanitaria "immediata" e insistono per la ripresa dei negoziati di pace.

I ministri hanno concordato inoltre di inviare "al piu' presto" nella regione una delegazione della Ue a livello ministeriale e si sono dichiarati disponibili ad estendere la presenza di osservatori europei nei territori.

Il sottosegretario degli esteri Vincenzo Scotti, che ha rappresentato l'Italia a Parigi, ha rilevato che la posizione su cui i 27 hanno trovato l'accordo ricalca quella illustrata dal ministro Franco Frattini oggi in udienza al Senato. L'Alto rappresentante della politica estera e di sicurezza della Ue Javier Solana e' stato incaricato di definire una proposta piu' precisa sull'invio di una missione di osservatori della Difesa Ue. "L'apertura dei valichi dovra' avvenire con la cooperazione dell'Unione europea", ha detto Solana. "Noi abbiamo gia' dispiegato delle persone nella striscia sud e queste persone sono pronte a ritornarci".

La missione europea dovrebbe comunque rientrare nell'ambito di una forza internazionale ed agire su mandato Onu. Anche grazie al dinamismo francese, che non si fermera' con la chiusura del semestre di presidenza europea (il presidente francese Nicolas Sarkozy ricevera' giovedi' primo gennaio, a Parigi il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni e il 5 gennaio, secondo fonti governative a Gerusalemme, e' atteso in Israele), l'Unione europea cerca di giocare un ruolo di primo piano in uno scacchiere sul quale ha sempre avuto poca voce in capitolo. L'iniziativa europea sta gia' facendo qualche breccia: il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha detto stasera di essere "favorevole" a una proposta di tregua di 48 ore nella Striscia di Gaza.

 

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