"Visto,
non si stampi" - Perche' le riviste non hanno pubblicato
il rapporto 41
Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse
riviste scientifiche. Le prime due furono le statunitensi
Science e Nature, quelle che "hanno un impact factor
piu' alto", come si dice. Nel senso che una pubblicazione
su queste riviste "vale" molto di piu' per
la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel
giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno -
a stretto giro di posta elettronica, Science ha risposto
che non avevano spazio per pubblicare questo lavoro.
Non sono entrati nel merito, non ci hanno neanche consentito
l'accesso al processo di review, che si usa di solito
nel mondo scientifico, per cui un lavoro viene mandato
ad altri colleghi che ne valutano l'attendibilita' ed
eventualmente chiedono chiarimenti. In questo caso siamo
stati espulsi subito. Ci hanno detto che non c'era spazio,
motivi editoriali". "Questa fu la risposta
di Science", aggiunge Emilio Del Giudice. "Altri
fecero delle osservazioni piuttosto peregrine. Per esempio
uno dice: 'Come è possibile raggiungere temperature
così elevate sott'acqua, nell'acqua della cella
elettrolitica?' Evidentemente questo signore non sapeva
che esistono i vulcani sottomarini, o che è possibile
fare le saldature sott'acqua se c'è una sorgente
di energia sufficente..."
Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato
con altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo
riusciti ad avere un processo di revisione convenzionale,
in particolare sulla misura dell'elio non abbiamo raccolto
una sola obiezione in cinque riviste".
Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di
fare un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto
di vista della procedura sperimentale, da riuscire a
bucare quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica
ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la fusione
fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo mai
riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura
una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto
che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione
fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa -
la pubblicazione non era possibile"
Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era
tra amici, Giuliano Preparata chiamava Nature 'la Pravda'.
E questo perche' Nature si e' assunta il compito di fornire
non solo informazione scientifica ma anche ideologia
scientifica. Loro dicono: 'siccome il fenomeno non è possibile
noi non pubblichiamo'. Non so se si tratti di un atteggiamento
aristotelico. E' un atteggiamento che contraddice con
quanto Shakespeare fa dire a Polonio, quando dice 'non
devi essere ne' un credente ne' un miscredente'. Uno
scienziato non deve avere preconcetti. Ne' positivi ne'
negativi".
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