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23 ottobre 2006

"Visto, non si stampi" - Perche' le riviste non hanno pubblicato il rapporto 41

Nell'estate del 2002 il Rapporto 41 fu inviato a diverse riviste scientifiche. Le prime due furono le statunitensi Science e Nature, quelle che "hanno un impact factor piu' alto", come si dice. Nel senso che una pubblicazione su queste riviste "vale" molto di piu' per la carriera scientifica di un ricercatore. "Nel giro di qualche giorno - ricorda Antonella De Ninno - a stretto giro di posta elettronica, Science ha risposto che non avevano spazio per pubblicare questo lavoro. Non sono entrati nel merito, non ci hanno neanche consentito l'accesso al processo di review, che si usa di solito nel mondo scientifico, per cui un lavoro viene mandato ad altri colleghi che ne valutano l'attendibilita' ed eventualmente chiedono chiarimenti. In questo caso siamo stati espulsi subito. Ci hanno detto che non c'era spazio, motivi editoriali". "Questa fu la risposta di Science", aggiunge Emilio Del Giudice. "Altri fecero delle osservazioni piuttosto peregrine. Per esempio uno dice: 'Come è possibile raggiungere temperature così elevate sott'acqua, nell'acqua della cella elettrolitica?' Evidentemente questo signore non sapeva che esistono i vulcani sottomarini, o che è possibile fare le saldature sott'acqua se c'è una sorgente di energia sufficente..."

Antonella De Ninno: "Dopo Nature abbiamo provato con altre quattro riviste, pero' devo dire che non siamo riusciti ad avere un processo di revisione convenzionale, in particolare sulla misura dell'elio non abbiamo raccolto una sola obiezione in cinque riviste".

Antonio Frattolillo: "L'obiettivo era quello di fare un esperimento che fosse talmente pulito, dal punto di vista della procedura sperimentale, da riuscire a bucare quel muro di diffidenza che la comunita' scientifica ufficiale aveva verso tutto cio' che riguardava la fusione fredda. Alla fine pero' non ha bucato. Non siamo mai riusciti neanche a pubblicare il lavoro. Addirittura una delle riviste che abbiamo contattato ci ha risposto che dal momento che questo lavoro riguardava la fusione fredda - che era gia' stata dimostrata essere falsa - la pubblicazione non era possibile"

Emilio Del Giudice: "Scherzosamente, quando era tra amici, Giuliano Preparata chiamava Nature 'la Pravda'. E questo perche' Nature si e' assunta il compito di fornire non solo informazione scientifica ma anche ideologia scientifica. Loro dicono: 'siccome il fenomeno non è possibile noi non pubblichiamo'. Non so se si tratti di un atteggiamento aristotelico. E' un atteggiamento che contraddice con quanto Shakespeare fa dire a Polonio, quando dice 'non devi essere ne' un credente ne' un miscredente'. Uno scienziato non deve avere preconcetti. Ne' positivi ne' negativi".

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