OPERAZIONE
BYPASS
Massimo Ciamcimino

Massimo Ciancimino non e' certo il tipo
che si accontenta di una vetrina su Viale Liberta'. Piu'
che nei divani la sua personalita' si esprime nei salotti.
Frequenta le persone giuste, a Palermo, a Roma, a Cortina
d'Ampezzo.
Mette a frutto la rete di rapporti ereditata dal padre.
L'ex sindaco di Palermo Vito Calogero Ciancimino. Uno
dei pochi politici italiani condannati in via definitiva
per reati di mafia.
E' ancora minorenne quando decide che non vuole dipendere
dai soldi del padre. Si arrangia e fa vari "lavoretti".
Per un periodo va porta a porta nelle case di Palermo
a consegnare elenchi telefonici, cosa che fa andare su
tutte le furie il padre, allora all'apogeo della vita
politica.
Massimo, pero', non disdegna di lavorare anche per il
padre. Alcuni pentiti lo ricordano in giro per la provincia
a raccogliere "contributi in denaro" destinati
a Vito Ciancimino
A 20 anni il giovane Ciancimino lavora come "promotore
sociale". Individua club e discoteche in disarmo,
contatta i proprietari e si offre di rilanciarli grazie
alla sua rete di amicizie. I locali diventano alla moda.
Massimo si porta a casa la meta' dell'incasso: 6-7 milioni
di lire ogni sabato "Niente male" visto che
siamo nei primi anni '80.
Tra il 1990 e il 2002 si trasferisce a Roma, dove apre
un negozio di orologi in Via Vittoria.
Scova pezzi da collezione nei luoghi piu' disparati
e li rivende a Roma, con guadagni a sei zeri. Intanto
ottiene anche l'esclusiva per la Sicilia occidentale
per la commercializzazione dei divani Chateau d'Ax.
Grazie alla moglie comincia a frequentare i salotti
di Cortina. All'Hotel Cristallo incontra uno dei principi
del metano russo e capisce che il suo futuro e' nel gas.
Intervista a Massimo Ciancimino
di Angelo Saso
Palermo 23 maggio 2006
Titolare della societa’ Pentamax. Indagato dalla
procura di Palermo per riciclaggio e intestazione fittitizia.
Sarebbe lui il vero proprietario delle societa’ intestate
al tributarista Gianni Lapis, il presunto prestanome
di Vito Ciancimino e il custode dell’omonimo “tesoro”.
Massimo Ciancimino. Come mai un venditore di
divani entra in un affare complesso come il gas? La
rIngrazio per il venditore di divani. Sono un rivenditore
di divani, in quanto sono affiliato ad una ditta di
franchising di spessore nazionale, la Chateu d'Ax.
Sono solo uno dei tanti rivenditori in franchising,
comunque non è la mia prima attività,
assieme a tante altre attività, appunto. Ho
sempre avuto questo pallino dell'energia, in un periodo
in cui c'era un po' una stasi di mercato. Un mercato
un po' piatto dell' energia. Nessuno osava muoversi.
Si parlava in Confindustria di 'bolla di metano', io
assieme a un altro partner, più amico che partner,
abbiamo deciso di intraprendere invece la strada del
metano. Come importare metano dai Paesi dell'Est per
poterlo rivendere prima nell'Europa e, in un secondo
momento, anche se ci fosse stata la possibilità data
dall'ENI, anche in Italia.
Quando avete iniziato? Le prime trattative
per il gas avvengono con ancora il mio papà in
vita, quindi siamo nei primi mesi del 2002. Nei primi
mesi del 2002 io parlo, faccio degli incontri nel settore
del metano, anche con allora ex dirigenti della GAZPROM
di una Società legata alla GAZPROM per lo sfruttamento
di alcuni giacimenti di metano kazako. Da questa prima
idea che mi faccio e anche da uno studio che avevo fatto
in merito alle esigenze che un mercato poteva maturare
in seguito appunto ai trattati dell'accordo di Kyoto,
per cui una grande esigenza di energia pulita, in alternativa
appunto all'energia sporca, come petrolio, carbone e
altre cose, valuto l'opportunità appunto di cavalcare
questa tigre e già nei primi mesi del 2002, appunto,
ne parlo con mio padre... che poi appunto da lì nasce
la famosa amicizia con il Professore Lapis, anche lui
del settore già da decenni anche se nella distribuzione
più che nella commercializzazione, ma comunque
da lì nasce l'intesa tra me e il Professore Lapis.
Purtroppo poi mio padre viene a mancare e …. il
sodalizio tra me e il Professor Lapis si rafforza o comunque
si evolve in senso positivo.
Suo padre che cosa le aveva consigliato?
Mio padre non conosceva il settore, completamente. Del settore energetico mio
padre ne aveva soltanto sentito parlare, ovviamente, per cultura sua, sapeva
sicuramente che, insomma, il discorso del petrolio era qualcosa, anche già nel
2002, era considerato qualcosa in fase calante. Che si cominciava a parlare
anche di...veniva sempre più fuori questo Movimento Verde, questi
movimenti ambientalisti, per cui, anche non era un grande intenditore, sicuramente
l'idea di poter proporre, di poter portare energia pulita in Italia, o comunque
nell'Europa,... tale era comunque una cosa che mio padre diceva, gli sembrava "così grossa
per me" disse, "comunque, tentar non nuoce...". Io ho sempre
avuto un debole, e se uno non compra un biglietto, la lotteria non la può vincere.
Insomma, negli anni '90, primi anni 2000, comprare
il gas in Europa dell'Est era come metanizzare la Sicilia
negli anni '70, come tipo di affare... Si,
ma difatti in quegli anni io ancora non ero entrato
in questo settore. Gli anni '90 - 2000 c'era il Professor
Lapis che aveva un'Azienda che gestiva appunto la rete
e metanizzava parte...non so...paesi vari della Sicilia,
ma insomma, non era il mio mestiere, allora facevo
tutt'altro e non mi riguardava, anche perché stavo
ben lontano dalla Sicilia. Sono residente da quando
ho 18 anni a Roma e vivevo lì ed ero in altri
settori: orologi...altri settori, completamente.
Come è entrato in contatto con GAZPROM?
In contatto con GAZPROM ci entro una prima volta attraverso il Professor Ottavio
Angotti, indirettamente, perché puntiamo a importare in Europa. Esattamente,
sempre al punto di smistamento di Baumgarten, del metano di provenienza kazaka,
però, ovviamente, attraverso la struttura di vettoriamento appartenente
alla GAZPROM. Cioè GAZ EXPORT. Per cui i primi contatti indiretti
all'interno di GAZPROM, nascono attraverso il Professore Angotti, che era
un esponente di rilievo, come consulente economico della famiglia Nazarbaev
(Presidente, Ndr) del Kazakhstan e tentiamo appunto questa prima via: di
poter portare attraverso la GAZPROM, metano kazako in Europa.
Come è entrrato in contatto con Ottavio
Angotti? Ottavio Angotti lo incontro attraverso
Romano Tronci, in quanto lui era, oltre che consulente
del governo kazako, rappresentava anche un consulente
economico credo del governo cinese, e in quel momento
incontrano Romano Tronci perché avevano l'esigenza
di reperire macchinari per lo smaltimento dei rifiuti.
Romano Tronci, essendo una persona molto addetta al
settore rifiuti, era stato chiamato in quel caso, dalla
Comunità di Prato, la più grossa comunità cinese
in Italia, a incontrare questo Professor Angotti, tramite
un altro Professor...Grassi, che è un altro
professore universitario di Firenze, per poter risolvere
qualcosa non so in che regione della Cina, per lo smaltimento
dei rifiuti. Da lì lui dice di essere anche
introdotto nel settore energetico e soprattutto nel
settore del metano.
Ma prima di conoscere Angotti, aveva già incontrato
altri personaggi russi? Avevo incontrato qualche
personaggio russo...sì, mi ero fatto un'idea...ma
così non incontri ufficiali, ma anzi del tutto
informali avvenuti così... più aspetto
mondano che, diciamo, imprenditoriale, in una località di
neve rinomata in Italia: Cortina d'Ampezzo, ho avuto
contatti con dirigenti della GAZPROM, che mi parlavano
di come c'era un grande interesse loro di poter distribuire
appunto metano nell'Europa.
All'Hotel Cristallo di Cortina... All'Hotel
Cristallo di Cortina, sì, incontro uno dei più grossi
personaggi, che aveva una ditta che era proprio socia,
partner, di GAZPROM per lo sfruttamento di alcuni giacimenti
del metano....Che poi ho letto, è stata assorbita
interamente da GAZPROM...come le altre.
Quindi, il contatto che va maggiormente avanti è quello,
diciamo, propiziato da Angotti... Inizialmente
sì. Angotti è il primo contatto reale,
che ci porta realmente al palazzone blu di Mosca, con
la fiammella della GAZPROM. Il primo contatto che ci
fa vedere...
Ma lei è entrato lì dentro? Io...sono
entrato lì dentro per accompagnare il Professor
Angotti a Mosca...
Quando? ....Ehm...siamo nel 2003.
2003.
Non ricorda la data... Eh no, non
mi ricordo...
Il periodo qual era stato? Era....sì era
inverno: febbraio, marzo 2003.
Come e’ stato questo incontro? No,
io sono rimasto in uno di quei salotti di attesa e lui
parlava in russo, inglese. di questa trattativa...più o
meno...
Che si ricorda di quel giorno? Freddo.
Tanto freddo. Di quel giorno mi ricordo tanto freddo.
E poi mi ricordo che sempre si paventava l'ipotesi che
in effetti, di fatto, il metano, la GAZPROM, sarebbe
stata disposta a darcelo...ma, come poi si è avverato,
i problemi li avremmo avuti tutti nel vettoriamento.
Sono gli stessi problemi che, beh, sicuramente lei essendo
del settore avrà notato, ha avuto la stessa GAZPROM
quest'anno per aumentare le provviste di metano verso
l'Europa. I problema dell'Ucraina....
Cioé che vuol dire....la GAZPROM era
disposta a concedervi, a fornirvi il gas... A
farci passare il gas. In quel caso la GAZPROM non era
proprietaria del gas, perché in questo momento
la GAZPROM si approvvigiona molto dai giacimenti del
Kazakhstan e del Turkmekistan. Ovviamente sia per il
Turkmenistan che per il Katakhstan, per far passare
il gas attraverso....cioè per farlo arrivare
in Europa, sono costretti a farlo passare attraverso
le reti, i vettoriamenti GAZPROM. Per cui era gas russo,
ma di provenienza kazaka.
E dove si inceppa il processo? Il
processo si inceppa nel vettoriamento. In quanto
al momento di avere il vettoriamento...si avevano
sempre i soliti problemi, in quanto i condotti erano
pieni... bisognava aspettare il momento giusto. L'Ucraina
aveva a stento i passaggi per far passare le proprie
esigenze...e tutti i contratti da far rispettare
per conto dell'ENI... insomma, c'era sempre un intoppo…
Traduzione: vuol dire che anche gli ucraini
volevano essere pagati... Traduzione, secondo
me, che anche gli ucraini volevano essere riscaldati
dal nostro metano… (sorride, Ndr)
E quindi, nel successivo tentativo avete introdotto
un intermediario ucraino... Esatto. C'è un
detto in Russia che dice che 'quando il metano passa
deve riscaldare tutti'.
...E avete riscaldato anche gli ucraini. In
che modo? In che modo? Più che riscaldato,
abbiamo cercato di mettere dentro più persone
possibile, perché come lei ben sa, i margini
e i proventi dalla rivendita del gas metano hanno sicuramente
spazi ampi, che sicuramente per Società di cani
a 7 zampe, a 12 zampe, come l'ENI, possono sembrare
... ma per un utente normale, come me, che fa il commerciale,
c'è spazio per tanti. Per cui siccome noi compravamo
a un prezzo già interessante, avevamo spazio
anche per gli ucraini e per altri, insomma, che si
sarebbero fatti avanti... L'importante secondo me non
era tanto il guadagnare, quanto il prestigio di poter
dire di aver portato per primi il gas. Riuscire nell'intento.
Il vostro scopo era insomma rompere il cartello.... Esatto.
Rompere il cartello...no più che rompere noi eravamo
interessati non a rompere, sia io che il Tronchi, che
poi il Professor Lapis, non abbiamo mai pensato di rompere
il cartello, perché la nostra non voleva essere
mai una politica di rottura quanto una politica competitiva
, cioé di creare un cartello alternativo, cioé creare
un canale alternativo a quello che ormai era quello ufficiale
della GAZPROM con tutti i colossi europei. Contratti
standard, durata decennale. Creare un piccolo cartello
con un altro portafoglio clienti, non da contrapporre,
ma da affiancare a quello di GAZPROM, ma sempre con GAZPROM
dentro.
Di che entità si parla? GAZPROM con
ENI ha un grosso contratto... Si’, loro
con ENI credo che abbiano un contratto di 22 o 26 miliardi
di metri cubi l'anno.
Voi che tipo di contratto... Noi avevamo
disponibilità dal Kazakhstan per 6 miliardi di
metri cubi l'anno. Diciamo comunque che l'ENI, mi scusi
la precisazione, ha 26 miliardi solo per l'Italia. Noi
parlavamo di 6 miliardi per tutta l'Europa. E' ben diversa
la distribuzione. Perché i 26 miliardi l'ENI li
distribuisce solo in Italia. I nostri 6 miliardi non
erano destinati all'Italia, erano destinati un po' a
tutta l'Europa.
Era comunque un grosso quantitativo...
Sì, sicuramente un grosso quantitativo in partenza, poi ovviamente andava
visto nell'ambito delle chiusure finali. Per cui bisognava vedere dei 6 miliardi
iniziali cosa si riusciva a transitare, i contatti e i clienti che si riuscivano
ad avere. Come disponibilità iniziale c'era una disponibilità,
presso, appunto, la fonte del Kazakhstan, di 6 miliardi di metri cubi l'anno.
Quanto è durata questa trattativa? Questa
trattativa è durata fino al 2004. Fino al 2004
non è che si è interrotta, perché si
riprotraeva di volta in volta. Contratti da gas invernale
al gas estivo...e con più o meno scuse, si aveva
sempre il top. Per cui...
Cioé sono durate un anno e mezzo, quanto? Sì,
un anno e mezzo circa. Decidiamo di comune accordo,
di intraprendere anche quest'altra strada che ci viene
offerta da una Società di diritto ucraino con
grandi interessi all'interno di GAZPROM e della Russia.
La REVNE? Esattamente, come dice lei.
Come siete entrati in contatto con la REVNE?
In contatto con la REVNE ci siamo entrati perché già nel settore
si sapeva che il gruppo FINGAS che io rappresentavo in quanto, con la veste
proprio di sales manager, cioé di commerciale, all'interno sia del mercato
italiano che del mercato europeo, si sapeva che noi avevamo fatto vari tentativi,
avevamo anche delle buone conoscenze, avevamo interesse verso questo settore.
Il Tronci è stato contattato da amici che si occupano di altro tipo
di energia e ci fece presente che c'era una società che se noi avevamo
le potenzialità di trovare clienti affidabili e di primaria entità,
avrebbero avuto interesse a venderci...il gas. Ma avevano messo come clausola,
proprio "clienti di primaria entità". Nel senso che volevano,
levato gli istituzionali - ENI, GAZ DE FRANCE - volevano dei clienti di grande...”facciata”.
Siccome noi in quel momento, appunto, eravamo riusciti ad avere dei bei contatti
con altri clienti non istituzionali di GAZPROM, eravamo anche da un punto di
vista commerciale, appetibili, per cui inizia questa trattativa con la società ucraina
REVNE.
Con chi avete trattato in REVNE? In
REVNE trattavamo con un grosso commercialista greco e
un commercialista serbo-americano.
I nomi? I nomi erano Memos (?) Agamemnon
e Bryan Andjelovic che erano dei commerciali che, per
conto della REVNE, già avevano venduto partite
di petrolio, soprattutto nel settore dell'Egeo.
Chi vi aveva indicato questi contatti? E'
stato sempre attraverso Romano Tronci, ma più che
altro si sono fatti avanti loro, perché loro
avevano il prodotto e gli interessava il nostro portafoglio
clienti...il nostro poetnziale portafoglio clienti.
La REVNE è una società di diritto
ucraino, ma il capitale non è ucraino... No.
Era una società credo, cointeressata ad una
società russa.... che si occupava di pompe di
sollevamento per l'estrazione del metano.
Ma sempre una societa’ della famiglia
GAZPROM? No. Collaborava, diciamo, e collabora
con la famiglia GAZPROM, nel senso che lavora per GAZPROM
nella costruzione dei condotti…
Chi e’ Mirko Sisovic? Sisovic
era il rappresentante legale di REVNE, il contatto, diciamo,
l'uomo oscuro. Non si vedeva mai, si sentiva. Un'entità al
telefono, spesso, ed era rappresentato dai due che le
ho menzionato prima.
Non lo avete mai incontrato? Di sfuggita,
una volta a Ginevra, per aprire un rapporto bancario
diretto. Per cercare ogni tanto di saltare il problema
sempre delle garanzie bancarie, si era pensato di aprire
un conto insieme, nella stessa banca, in modo che il
trasferimento della garanzia, il frazionamento della
garanzia bancaria, in quanto far questo tipo di contratti
comportava oneri finanziari impressionanti, avevo cercato
di superare i problemi aprendo nella stessa banca i conti,
sia del compratore che del venditore, per cui l'operazione
bancaria diventava più snella, per cui proprio,
l'abbiamo visto un attimo nel momento in cui è venuto
a depositare le firme all'interno della banca.
Si parla del Credit Lyonnais? No,
in quella circostanza avevamo usato...la...SOCIETE’ GENERAL.
Societe’ General, sì, perché erano
stati i primi a cui ci eravamo rivolti ed erano stati
molto interessati a questo settore.
Quindi, diciamo, dalla fonte al consumatore.
Com'era lo schema delle società che facevano
parte di questo processo di vendita del gas?
Mah, la fonte credo che era sempre kazaka, poi c'era GAZPROM, GASEXPORT che
ne faceva il vettoriamento, e poi i vari passaggi, paesi... NAFTOGAZ (UKRAYINE,
Ndr) -DELF-REVNE e poi FINGAS.
Quindi 6-7 intermediari... In questo
caso no. 6-7 è un po' esagerato, erano 2, 3...4
intermediari. Ma gli intermediari sono società che
devono esserci per forza in quanto fanno il vettoriamento.
Cioé non può essere scavalcato un Paese,
perché deve passare attraverso la pipeline...cioé attraverso
il tubo del Paese.
Qual è il valore aggiunto di un intermediario?
.....Ah...noi da quel lato non l'abbiamo mai saputo. Noi sapevamo quanto pagavamo
il gas a Baumgarten, quanto erano gli accordi tra gli uomini della REVNE
e gli altri tre intermediari che facevano sì alla REVNE di poter giungere
con questo prodotto a Baumgarten....Noi arrivavamo a Baumgarten a 130 dollari...Si
dice che il gas si paga a 50, per cui penso che (i margini) erano alti.
Quindi voi lo pagavate 130 dollari per mille
metri cubi... ..136, sì...
In Austria.... In Austria, sì,
diciamo nel...settore europeo.
E a quanto lo rivendevate? Mah...
il contratto già chiuso era una rivendita per
145...146.
Quindi per un quantitativo di 6 miliardi...
No, in quel caso un contratto chiuso con BRITISH era per un solo miliardo.
Era una prova da un miliardo di metri cubi annui.
Un miliardo di metri cubi...con un differenziale
di 9 dollari.. ...10 dollari, circa.
Per mille metri cubi... Sì,
sì
Totale di margine? In quel caso zero,
perché usavamo la stessa garanzia della British,
la frazionavamo e la trasferivamo per una sola volta.
Per cui, che succedeva, come avviene solitamente per
queste commerciali, senza bisogno di grandi capitali,
con un capitale modesto, si può ...sempre che
ciò avvenga, appunto, da una primaria ditta che
acquista quindi da una primaria banca, si può prendere
la garanzia bancaria di questa, frazionarla della parte
spettante, quindi della provvigione..
Quindi, un buon affare.... Un buon
affare in quanto c'era un apporto di capitale minimo,
c'è un grande lavoro di diplomazia, che era poi
il mio compito...e appunto si riusciva a comprare il
prodotto coi soldi dell'utente finale.
Come avete contattato BRITISH GAS?
BRITISH GAS l'abbiamo contattata attraverso i rappresentanti italiani e poi,
appunto attraverso loro stessi... Il settore del metano è qualcosa
che fa gola a tutti. Se ne parla tanto e fa gola a tutti.
Ma, lei personalmente, chi ha incontrato di
BRITISH GAS? Ho incontrato dei signori inglesi
che erano ai vertici della commerciale della BRITISH
GAS.
A Londra? Li abbiamo incontrati a
Ginevra e a Milano. Poi credo anche a Roma, più volte.
2005? 2005, sì. Eravamo arrivati,
appunto, anche alla famosa emissione della garanzia bancaria,
in originale da una banca primaria a 3 A, come la Hong
Kong Shanghai Bank (HSBC), che è appunto, la prima
banca, credo...
E praticamente ormai il contratto era fatto...
Per quanto riguarda il mio compito, a onor del vero, il mio compito era esaurito,
in quanto avevo trovato sia cliente che...fornitore. Per cui, non da proprietario
dell'Azienda, ma da semplice commerciale, il mio ruolo si era esaurito. Avevo
portato il compratore e il venditore al tavolo con i soldi, per cui...
Poi che è successo? E' successo
che, in una prima fase, è successo appunto che
un avviso di garanzia che abbiamo ricevuto sia io che
il Professor Lapis, ovviamente, ha messo un po' nel panico,
tutta la situazione . Nonostante questo, abilmente, sono
riuscito e siamo riusciti a dare anche un'immagine nostra,
e anche dai precedenti, appunto, contatti che ho avuto...
un'immagine, appunto, serena, dell'operazione, che faceva
parte di un altro tipo di situazione, l'indagine che
era in corso, che non riguardava, appunto, né la
vendita, né la commercializzazione del metano.
Per cui ero riuscito, nonostante tutto, anche se a febbraio
c'è stato l'avviso di garanzia, siamo riusciti
ad aprile a far arrivare nei conti, in questo caso della
Popolare di Lodi, nei conti della FINGAS, la lettera
di credito, che era, appunto, l'inizio di tutta la trattativa.
ma poi si interrompe definitivamente, col sequestro della
Società, per intero, che avviene ai primi di luglio
del 2005.
Quindi questa è un'operazione che ormai,
non è più realizzabile con questa Società,
però è realizzabile con altre società... Sì,
il Professor Lapis che ne era proprietario e, immagino,
azionista, rappresentante legale.. da questa situazione
ha deciso proprio, in questo momento, di abbandonare
il settore del metano...quanto meno finché non
risolve i suoi problemi (devo dire anche i miei)...comunque,
io sono rimasto aggrappato al settore, insomma perché è un
settore per me interessante, che continuo a seguire.
Lei diceva che in questo tipo di affari, serve
sempre un prete... Sì, io dicevo sempre
che per sposare due persone, ci vuole il prete. Il
prete è la persona che può sposare. E'
stato un po' quello che è stato il mio ruolo,
non in questa, ma anche in altre situazioni: far conoscere
le persone e portarle al tavolo della trattativa. In
maniera serena e ben predisposti. E' stato sempre quello
che ho fatto io nel mio lavoro, principalmente, di
mediatore commerciale.
Quali doti, quali caratteristiche deve avere
un 'buon prete’? Mah, sicuramente deve
essere ....una persona che deve farsi ben volere. Secondo:
una persona molto affidabile. Terzo: deve essere corretta,
secondo me.... Alla fine sempre la cosa essenziale
di un buon manager, di un buon mediatore, è quello
della correttezza, soprattutto quella di garantire
tutti nel rispetto degli impegni presi, anche verbali
o scritti.
Lei adesso, quindi, continuerà in questo
campo del gas? Più che continuerò,
continuo…
Sta già continuando... ...(sorride)
Sto continuando, sì. Con altre ditte con cui collaboro,
con cui spero di concludere qualche trattativa a breve...
In Italia? In Italia no. Al momento
l’Italia è un mercato che sto osservando.
Sto osservando il discorso dei passaggi (L’asta
ENI per la vendita di capacita’ di trasporto sul
gasdotto del Tarvisio: il cosiddetto “sbottigliamento
del TAG”, Ndr) ...In questo momento, per quanto
riguarda il mercato italiano del metano, sono un attento
osservatore....Voglio vedere come si evolve… (sorride)
.. E invece sta lavorando con una società europea? Sto
lavorando sì, con la...la società europea
con la quale mi accingo a chiudere qualche contratto,
soprattutto sul summer gas, qualche contratto spot. Per
società più che altro legate a un fabbisogno
personale industriale. Per cui che non hanno tante esigenze
né di stoccaggio, né di vettoriamento.
Società che operano nel settore industriale, grosse,
che hanno bisogno di quantità e che stoccano da
sole.
Comunque questo è un campo in cui servono
moltissimi capitali, perché, insomma, il gas
costa caro, come si sa... Mah, il gas si paga
coi soldi dei clienti. Non si paga coi propri. Perché ce
ne vogliono troppi. Nessuno, forse solo l'ENI o i grandi
sono in grado di pagare il gas, perché alla
fine si è garantiti tutti, perché le
lettere di credito delle garanzie bancarie, ovviamente,
sono legate, da un punto di vista commerciale, a un
contratto. Per cui se non è rispettato il contratto,
non è esigibile e discutibile la garanzia o
la lettera di credito. Per cui...(?) garantisce tutti.
Solo dal momento in cui il cliente finale, che è quello
che emette la garanzia, prende il prodotto, la lettera
può essere incassata. Per cui è una formula
di pagamento che garantisce tutti, per cui non c'è bisogno
di mettere soldi, ma c'è soltanto bisogno di
un buon lavoro e di....di trovare accordi giusti.
Quindi, non lo possono fare tutti...servono
rapporti... Più che soldi, servono
rapporti.... E' quello che ho cercato di portare io
all'interno del Gruppo LAPIS. Di soldi, da quello che
leggo e vedo, non penso che ne aveva bisogno. Quello
che gli serviva erano appunto dei rapporti, sicuramente
lui ne aveva di suoi, ho cercato di ampliare con la
mia cerchia di amicizie....E sicuramente, ho avuto
anche dei riscontri, perché l'ho portato a dei
livelli, di chiusure contrattuali di alto livello.
Queste e altre, sempre nel settore energetico. Non
solo in GAZPROM o nel settore energetico, ma anche
in altri tipi di settore.
Lei ha conosciuto a Mosca, Antonio Fallico?
No. Non l'ho conosciuto. Ne ho sentito parlare, ma non ho mai avuto...So che è di
origini siciliane, ma non lo conosco, non l'ho mai conosciuto.
I vostri affari non si sono mai intrecciati... No,
non ho avuto...non so se il piacere … non so di
che nomea goda… Non so se il piacere o il dispiacere,
ma non ho mai avuto né l'esigenza né il
motivo di incontrarlo. Anche perché mi dice lei,
e poi sapevo io, che è esponente di una banca...Insomma,
non ne avevamo bisogno.
...della ZAO BANK.. Della ZAO BANK,
che sarebbe BANCA INTESA, no...non...Sicuramente non
avrei voluto parlare con una banca. Sicuramente la banca
che chiedeva GAZPROM è una banca di 3 A. Non credo
che la ZAO BANK, in nome stesso lo dice...abbia tre A...
E con altre banche che rapporti avete avuto?
Perché la POPOLARE DI LODI entra in questa storia? Mah,
la POPOLARE DI LODI ci entra soltanto per il discorso
che lì già il Professore aveva dei conti...e
perché era una banca che poteva essere interessata,
appunto, a curare questo settore, perché ovviamente,
lei mi insegna, che sulle garanzie bancarie da spezzettare,
da ritrasferire, ci sono dei margini che per la banca
sono...e poi l'impegno che c'era con la banca era che
degli utili, dei proventi del gas, almeno il 50% veniva
reinvestito in prodotti bancari dello stesso istituto....Per
cui per loro era un bel business.. Se lei conta: 10
dollari su 6 miliardi di metri cubi, sono 60 milioni
di dollari l'anno... Sicuramente per una sede come
Palermo, era anche un bel .. un bel giro…
Lei ha avuto contatti con Gianpiero Fiorani?
No, Gianpiero Fiorani, per mia sfortuna all'inizio, e poi per mia fortuna all'inizio,
leggendo i giornali, in un secondo momento. Per carità, io non voglio
giudicare niente, lungi da me....poi, nella mia posizione... No, non ho mai
avuto contatti. Ne cercavo, più di uno e attraverso tante persone
in quanto... per mettere in piedi, appunto, per avere il benestare, per fare
accettare la lettera di credito, aspettavamo sempre una risposta da parte
della direzione della POPOLARE DI LODI, che accettasse di mettersi a fare
da Banca di appoggio a FINGAS per la vendita del..., in quel caso era in
contratto di BRITISH, e altri contratti che avevamo portato in essere, all'attenzione
della POPOLARE DI LODI. Siccome il tutto – come poi ho potuto capire,
appunto - si svolgeva tra marzo - aprile 2006, e leggendo i giornali, posso
immaginare, appunto, che il Dottor Fiorani e i suoi colleghi erano ben impegnati
su altre cose… Mi rendo conto perché poi questa risposta non
riusciva a arrivare…
Però, le arrivò una risposta
da Fiorani... Sì, la prima risposta
che mi arrivò da Fiorani, in merito... perché la
prima lettera di credito che avevamo avuto dagli inglesi
non era né frazionabile né divisibile,
per cui avremmo dovuto costringere il Professore con
la Società a mettere i capitali per emetterne
quantomeno una di, non dico, almeno una minima da 5
milioni di euro. E il Professor Lapis avanzava dei
soldi ...che riguardavano la vendita del suo gruppo
agli spagnoli, per cui avanzava, credo, un saldo di
6 milioni di euro. Per cui su una garanzia di questi
soldi che dovevano arrivare, stavamo provando a utilizzare
questi che arrivavano per emettere una garanzia, in
attesa di quella di British Gas. Il tutto...(diceva)
sempre "sì, sta andando in delibera...deve
andare in delibera...adesso il Dottor Fiorani è impegnato...",
per cui in qualche maniera, cercavo di arrivare a questo
Fiorani, tramite amicizie, più che altro impredito-salottiere
mie, per cercare, appunto, di farci mettere la parola
buona. Ma questo non avvenne. La risposta ufficiale
che diede la Banca è che, siccome la posizione
della FINGAS e del Professor Lapis era appunto quella
di essere indagato, non avevano intenzione di fare
nessuna anticipazione, nessuna operazione di...di venirci
incontro. Sarebbe dovuto avvenire tutto nella maniera
più formale, visto appunto la posizione legale
del Professor...della Società del Professor
Lapis…
La lettera era firmata da Fiorani? Dal
Consiglio di Amministrazione e da Fiorani, sì.
Quindi lui direttamente era a conoscenza del
problema... Sì. Sì, sapeva benissimo
il problema e disse appunto, che siccome le posizioni
processuali.... insomma.... la Banca avrebbe usato
la massima cautela. Non si poteva fare operazioni,
se non quelle di...Diciamo che si limitavano a assistenza
bancaria, scrisse.
Ha cercato, ha incontrato mai Stefano Ricucci?
No. E' una delle persone che cercavo di...perché mi avevano detto, appunto,
siccome non sapevo che...tutto ...quello che poi è emerso ...Mi dicevano
che sicuramente un buon feeling lui lo aveva, appunto, con questo imprenditore
romano Ricucci. Per cui magari...vivendo io a Roma da vent'anni, poteva essere
qualcosa di più avvicinabile per me che per un personaggio di Lodi.
Pero’ poi nulla di fatto, perche’ sono riuscito a scavalcare il
problema, andando direttamente alla fonte della HONG KONG SHANGAI BANK.
Con il Professor Giovanni Lapis, lei ha un
rapporto da molti anni, con una stima reciproca... Dal
2002, un rapporto, si’…
...dal 2002, pero’ lei usa un'espressione,
durante l'interrogatorio usa un'espressione "colorita" per
descrivere le sue caratteristiche … di
ingenuita’ e di..., si’, ero entrato nell'interrogatorio
e amichevolmente e molto carinamente l'avevo soprannominato
col dottor Pignatore (Procuratore Aggiunto, Ndr) "Daciocavallo",
famoso personaggio dello sketch di Toto’ col
conte Trevi che vende... Questo per far luce e per
cercar di spiegare meglio ...piu’ che altro di
spiegare, di evidenziare la sua buona fede e la consapevolezza
dell'uomo che “sono tutti come lui in giro e
che nessuno e pronto li’ a fregare, a far truffe”,
per cui una persona di un'integrita’ morale e
di...
E sarebbe pronto a comprarsi la Fontana di
Trevi.. Anche a rilanciare sull'offerta di
Daciocavallo. Perche non pensa che ci sia gente in
giro...(la cui vita) sia finalizzata a fregare soldi.
Per cui (Lapis e’) la persona meno attaccata
al denaro che abbia mai visto.
Come uomo e come imprenditore, quanto deve a
suo padre? Come uomo tanto. Tanto. Perche’ specialmente,
anche dagli sbagli dei padri si deve formare un figlio,
come imprenditore...sicuramente la principale dote
che mi ha trasmesso, anche perche’ non ho avuto
ne’ l'onore di collaborare con mio padre, visto
che ero il piu’ piccolo dei figli, penso che,
l'unica cosa che mi ha trasmesso e’ la correttezza,
che secondo lui era la chiave di tutto. Era la chiave
della vita, non soltanto del mondo imprenditoriale:
rispettare gli impegni ed essere sempre corretti.
La Procura ritiene che ci siano anche altre
eredita’ lasciatele da suo padre… In
che senso? Altre eredita’...
Anche materiali...voglio dire... Ah,
questo si’, questa e’ una tesi che la Procura
- anche se con lunghe pause sabbatiche - fa sua da diverso
tempo, ma sicuramente era qualcosa, come ho ribadito
in piu’ interviste, che andava chiesto a mio padre,
quello che era di mio padre...Trovo, non dico..., perche’ tutto
e’ opportuno e inopportuno, pero’ trovo...un
po' fuori tempo il chiederlo a noi quello che era di
mio padre, no? Andava chiesto, secondo me, alla persona
diretta. Comunque, insomma...
Insomma, la Procura, per essere chiari, perche’ altrimenti
non ci capiscono, la Procura ritiene che Gianni Lapis
sia il suo prestanome… Si’, questa
e’ una tesi della Procura, ma che non trova riscontro,
secondo me, in nessun atto, perche’ difatti tutto
farei tranne che amministrare le cose come le ha amministrate
il professor Lapis. Anche perche’ se fossero
state mie, e di contro quindi, visto che ho quattro
fratelli, non sono mie ma anche dei miei familiari,
mi sarei adoperato in altri sensi. Sicuramente no avrei
investito come ha fatto il Professor Lapis ...E poi
non capisco come il Professor Lapis doveva gestire
le cose mie...Al momento della vendita me le sarei
prese... ne avrei preso possesso e amen.
Pero’ quando entrano gli spagnoli (La
Gas Natural, acquirente del gruppo GAS S.p.A. Ndr)
, il 13 gennaio 2004, lei e’ li’, e, dalle
intercettazioni, si capisce un suo grande interessamento
per questo affare...Come mai? Si’, un
grande interessamento, in quanto per me era il volano,
era la benzina che faceva muovere.. il volano per tutto,
appunto, l'affare del metano. E poi mi trovavo li’ per
accompagnare il Professor Lapis, perche’, di
contro, dovevamo sbloccare delle situazioni imprenditoriali
e questo dava, piu’ che altro, il cash flow per
la partenza di tante operazioni.
Quindi, secondo lei, questa non e’ la
prova che il gruppo Gas fosse di sua proprieta’? E....mi
sembra che ero nello stesso albergo, non ero dal notaio,
ne’ mi hanno mai visto in GAS NATURAL, ne’ ero
dal commercialista... Mi sembra una tesi abbastanza...un
po' azzardata ...comunque, poi sara’ il Tribunale
che giudichera’ questo. Puo’ essersi adoperata
a prenotare, NON SOLO in quell'occasione, ma nell'arco
di tre anni di collaborazione, TUTTI gli alberghi e
TUTTI gli spostamenti del Professor Lapis, prenderne
uno e...trovarmi quindi, NON nel luogo della vendita...Mai
visto NESSUNO spagnolo, MAI avuto contatti con spagnoli.
Nessuno ha mai sentito parlare di me...Poi anche perche’,
lei sa bene che, il Gruppo Lapis, se non era al 50,
era (?) in minoranza, era rappresentante di un altro
gruppo. Insomma non ho mai avuto contatti con nessuno.
Il trovarmi li’, SPERO che non sia l'unica prova
a mio..., oppure SPERO CHE LO SIA, non so da che punto
di vista...
...Secondo lei GAZPROM riuscira’ad arrivare
in Italia e, se ci riuscira’, con chi? Per
me ci riuscira’. Anche perche’ ha dimostrato
la sua forza imprenditoriale in vari aspetti, non ultimo
Abramovic... Riuscira’, ma non..., piu’ che
riuscira’, secondo me, lo vede, non bisogna inquadrare
come qualcosa di estorsivo il 'riuscira'. Secondo me
GLI SPETTA. Cioe’: parliamo di un mercato libero
o di un mercato non libero? Cioe il 'riuscira' e’ qualcosa
come se uno si debba imporre. Secondo me GAZPROM HA
LA FORZA di imporre, ma non ha bisogno di imporsi,
perche’ in un mercato libero... Il mercato e'
libero. Se GAZPROM rispettera' le regole, e se l'ENI
dara' l'occasione a tanti altri di poter entrare in
Italia, GAZPROM sara' una sicuramente che per le qualita'
e per la struttura che ha, sara' sicuramente la favorita
all'ingresso in Italia.
Con chi? Secondo me, se GAZPROM entra
in Italia, scegliera' un 'buon prete'.
Chi e' il miglior 'prete' sulla piazza? Non
lo so, questo non spetta a me. Spettera' a GAZPROM giudicarlo
in quell'occasione. Ogni soggetto ha il diritto di scegliersi
il proprio 'prete'…
Lei ritiene di essere il miglior 'prete'? No.
Io sono un 'prete' sulla piazza. Il migliore lo lasci
decidere a GAZPROM.
E Mentasti? Mentasti, a quanto ho
capito io e' ...un prete, ma mi sembra che la famiglia
Mentasti sia un po' larga...come 'curia'...Per cui ho
sentito dire vari nomi, che sicuramente se quello che
si legge nei giornali e' vero... E poi, l'approccio iniziale
dell'operazione Mentasti, trova, secondo me, alcune anomalie,
in quanto Mentasti e' stato segnalato direttamente dall'ENI
. E questo secondo me, prima di tutto, non e' corretto
nel comportamento, perche' se io debbo lasciare uno spazio
al mercato LIBERO, non sono certo io a dire chi deve
far parte di questo mercato libero… Per cui, secondo
me, la segnalazione dell'ENI nei confronti di Mentasti
...sotto un aspetto dell'Antitrust, e' qualcosa di irregolare..
Perche' se il mercato e' libero, E' LIBERO, per cui deve
essere libera la GAZPROM di scegliersi il 'prete' con
cui entrare in Italia. Sicuramente non deve essere l'ENI
che lascia e che impone qualcuno. Per cui... Mentasti
poi... troppe voci, troppe... A volte, come in politica:
troppi nomi che girano prima, sono quelli che si bruciano.
Poi mi sembra che l'atmosfera politica di adesso non
sia sicuramente di quelle piu' favorevoli, se quello
che leggevo dai giornali: delle amicizie o degli agganci
di Mentasti era reale...
Non è possibile che poi i 'preti' si
riuniscano e si faccia un'unica parrocchia? No,
questo è sempre possibile, più che altro,
non è che è possibile...più che
altro...e, chiaramente, una volta che si celebra il
matrimonio, rimane tutto lì.
Quindi ci possono essere più 'preti'
nello stesso...'rito'? No, ci sono 'preti',
ci sono testimoni... Il matrimonio è fatto...
C'è chi ha due testimoni per lato, c'è chi
ne ha quattro per lato... Ora, ogni tanto vedo nei
matrimoni di ora, ci sono quattro testimoni a lato...
Quindi possiamo aspettarci un matrimonio affollato.... Ma
sì, come usa oggi. Oggi usa avere quattro testimoni
per ogni lato, più un prete…
Grazie. Prego.
(Trascrizione a cura di Cristiana Cafini)
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