Intervista
a CRAIG MURRAY
di Mario Sanna a
cura di Maurizio Torrealta
 I prigionieri sotto tortura erano costretti a confessare
di tutto: che erano membri di al Qaeda; che avevano contatti
con l'Afghanistan e con lo stesso Bin Laden; che andavano
in Afghanistan per incontrarlo o che conoscevano persone
implicate in questo. Inoltre, chi era torturato era disposto
ad ammettere che un gruppo uzbeko di opposizione fosse
collegato ad al queda e addirittura confessavano che
persone che loro nemmeno conoscevano erano attivisti
di Bin Laden.
Craig Murray è stato ambasciatore britannico
in Uzbekistan. Nel periodo cha va dall'agosto del 2002
all'ottobre del 2004 ha scoperto la tortura dei servizi
segreti uzbeki sui priginieri politici e ha denunciato
l'uso che delle informazioni estorte, spesso inattendibili,
facevano la Cia e il 'Foreign Office' inglese.
Il primo caso di tortura in cui mi sono imbattuto dopo
tre settimane che stavo in Uzbekistan fu provato da
una serie di fotografie del corpo di un torturato che
arrivarono sulla mia scrivania. Guardando queste fotografie
non riuscivo a capire che cosa fosse successo a questo
corpo. Ho spedito le foto al dipartimento di patologia
dell'Università di Glasgow in Scozia. L'uomo
fotografato era un attivista islamico che era imprigionato
nel 'gulag' uzbeko di Jazlyk e in questo 'gulag' era
stato torturato a morte. Il suo corpo è stato
restituito alla madre in una bara sigillata dicendole
che avrebbe dovuto seppellirlo senza riaprire la bara.
Invece la madre fu molto determinata e nel mezzo della
notte l'ha aperta, ha depositato il corpo sul tavolo
della cucina e ha scattato diverse fotografie dettagliate
che poi ha inviato a me.
Cosa emerse dalle analisi di queste foto? Come era stato
ucciso quest'uomo....
Era morto per essere stato immerso in un liquido bollente.
Non era stato 'schizzato' da liquido bollente, ma proprio
immerso. Questo si capiva dal fatto che si vedeva una
linea molto evidente e spessa nella parte superiore del
torace e sulla braccia. Ovviamente, io ero sbigottito,
però sono venuto a conoscenza che non era un fatto
isolato'
Queste le immagini della strage del 14 maggio
del 2005, quel giorno nella città uzbeka di Andijan ci furono
circa 187 vittime tra i dimostranti che manifestavano
contro il regime guidato da Islam Karimov. Da allora
le associazioni umanitarie chiedono la verità su
questa vicenda che coinvolge pesantemente il potere Uzbeko
accusato di perseguitare e torturare sistematicamente
gli oppositori. Intanto lei aveva gia denunciato che
le confessioni estorte a migliaia di detenuti in Uzbekistan
venivano usate dai servizi segreti inglesi e americani,
visti i rapporti di grande collaborazione che legano
Karimov in particolare agli Stati uniti. Quale fu la
reazione del suo governo?
Mi hanno convocato
a Londra per un incontro che si è svolto
l'8 marzo del 2003. All'incontro il 'Foreign Office'
portò il capo degli avvocati del 'Foreign Office',
Sir Michael Wood che mi informò che era legale
usare informazioni ottenute attraverso la tortura. Essi
dicevano che loro non torturavano direttamente e nemmeno
richiedevano specificamente che un individuo fosse torturato
per ottenere informazioni. Così se gli Uzbeki
ottenevano informazioni con la torture e ce le davano
a noi o alla Cia, ciò secondo loro era perfettamente
legale. E questo non solo in Uzbekistan ma anche in Egitto,
Marocco, Arabia Saudita, Kenia, Sudan, tanti posti…Anche
in Paesi che tu pensi siano naturalmente contrapposti
agli Stati Uniti, tipo la Siria, questo continua ancora...
improvvisamente, mentre stavo in vacanza in Canada mi
hanno richiamato dalle vacanze e mi hanno presentato
una lista di 18 imputazioni. In sostanza erano le classiche
imputazioni che si usano quando si vuole distruggere
la reputazione di una persona: mi hanno accusato di essere
un alcolista, che davo i visti in cambio di prestazioni
sessuali, che rubavo il denaro dall'ambasciata e così via.
Tutte queste accuse erano completamente false, comunque
alla fine mi hanno chiesto di dimettermi altrimenti queste
imputazioni sarebbero diventate pubbliche
Le accuse sono in seguito cadute ma non sono
mancati i gravi rischi per la sua salute come quando è stato
colpito da una misteriosa intossicazione...
Alla
fine sono stato obbligato a lasciare il 'Foregn Office'
la carriera diplomatica, dopo 21 anni. Tutto
ciò è stato molto difficile ovviamente.
Ho subìto naturalmente una disastrosa perdita
economica. Mi sono ritrovato senza un lavoro è ho
attraversato un periodo molto difficile. E quando ti
hanno costruito intorno una reputazione di uno che vaneggia è ovvio
che nessun altro datore di lavoro sia disposto ad impiegarti
perché pensano che potresti essere pericoloso
e 'difficile' come dipendente. Quindi è stato
durissimo.
Ecco Dick Marty che
recentemente a Parigi ha presentato il secondo rapporto
a nome del Consiglio di
europa
sul fenomeno dei voli segreti della Cia. Per le autorità statunitensi
e per Il Segretario di Stato Usa, Condeleezza Rice
invece le consegne di sospetti terroristi islamici
a Paesi
che praticano la tortura e lo stesso uso delle informazioni
estorte con la tortura sono fenomeni marginali, episodi
ed errori commessi ' in scala ridotta'. Lei cosa ne
pensa?
Questo è un punto molto, molto,
importante. Io stesso ho visto i rapporti della CIA,
esattamente gli
stessi documenti che Condeleezza Rice, Colin Powell o
Donald Rumsfell potrebbero aver visto. In questi rapporti
della CIA non viene offerta la materia prima, ma il materiale
viene rielaborato prima di arrivare al destinatario....
Ad esempio: "Il detenuto dice...." o "Mr.
X dice". Forse il detenuto e' Mr. X, o forse no.
Potrebbe essere una delle persone elencate nel rapporto
per aver fatto qualcosa o forse no. Quindi da quel documento
non si puo' dire chi era il detenuto e non si puo' provare
che sia stato torturato. Condoleezza Rice dice: "non
sapevo che queste informazioni fossero state ottenute
con la tortura". Naturalmente la CIA disponeva di
quel materiale originale con il nome del detenuto che
parlava e chiaramente la CIA sa bene cosa e' successo
a quella persona, ma e' plausibile che sia stato messo
in piedi un sistema di negazione ben strutturato per
permettere a Condoleezza Rice o al Segretario di Stato
britannico, Margaret Beckett o Tony Blair, di dire: "Non
ho mai visto del materiale ottenuto con la tortura".
Craig Murray ha voluto raccogliere una dettagliata documentazione
sulle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo
in suo sito e lo sta facendo anche in polemica con il
sistema dei media. Come ha reagito la stampa inglese
tradizionale davanti alla sua vicenda e alle sue denunce.
I
media britannici hanno difficoltà a affrontare
a viso aperto questo punto. Nessuno ha mai domandato
in modo diretto: "Voi usate materiale di 'intelligence'
ottenuto con la tortura?" , oppure: "Ma voi
non istigate di fatto regimi come quello uzbeko, saudita,
algerino? Non incoraggiate questi regimi alla tortura?".
Nessun giornalista ha posto mai queste domande difficili
e così il 'Foregn Office' è stato in grado
di manipolare l'opinione pubblica su questo punto.
Dopo l'11 settembre l'intero sistema dei media in Gran
Bretagna è stato dominato dal timore di non mostrare
immagini e a non porre sul tappeto questioni che fossero
considerate poco patriottiche. Il direttore della BBC
e' stato mandato via perche' aveva detto che in Iraq
non c'erano armi di distruzione di massa. Ora sappiamo
che cio' che diceva la BBC era vero, che non c'erano
armi i distruzione di massa in Iraq, ma le due persone
ai vertici della BBC sono state mandate via per aver
detto una cosa del genere, quindi e' comprensibile che
i giornalisti non si sentano pronti a scavare in profondità su
questo argomento nel Regno Unito.
La sua deposizione davanti alla commissione d'inchiesta
che indaga sui voli Cia, non è passata inosservata,
anzi, ha destato grande sensazione tra gli europarlamentari.
Di tutta questa vicenda drammatiche che lei ha vissuto,
che ci ha raccontato, qual è stato l'aspetto
che piu' l'ha ferita?
La cosa peggiore per me e' stata la scoperta che altri
funzionari pubblici, persone che conoscevo da 20 anni
erano al corrente di questa situazione. Sono rimasto
sbalordito quando ho scoperto che Michael Wood che
e' una brava persona, un uomo che conoscevo da molto
tempo trovava una giustificazione legale al modo in
ui si poteva eludere il divieto giuridico contro la
tortura
A questo punto inizi a pensare: "Perche' le persone
non si assumono la responsabilita' morale delle loro
azioni?".
Se qualcuno riesce a trovare una
giustificazione legale alla tortura, allora e' facile
capire come un funzionario
pubblico in Germania possa avere ricevuto ordini di andare
ad Auschwitz con i carri bestiame e dire: "io sto
facendo solo il mio lavoro, sono solo un funzionario
pubblico".
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