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22 giugno 2006

Intervista a CRAIG MURRAY
di Mario Sanna a cura di Maurizio Torrealta

I prigionieri sotto tortura erano costretti a confessare di tutto: che erano membri di al Qaeda; che avevano contatti con l'Afghanistan e con lo stesso Bin Laden; che andavano in Afghanistan per incontrarlo o che conoscevano persone implicate in questo. Inoltre, chi era torturato era disposto ad ammettere che un gruppo uzbeko di opposizione fosse collegato ad al queda e addirittura confessavano che persone che loro nemmeno conoscevano erano attivisti di Bin Laden.

Craig Murray è stato ambasciatore britannico in Uzbekistan. Nel periodo cha va dall'agosto del 2002 all'ottobre del 2004 ha scoperto la tortura dei servizi segreti uzbeki sui priginieri politici e ha denunciato l'uso che delle informazioni estorte, spesso inattendibili, facevano la Cia e il 'Foreign Office' inglese.

Il primo caso di tortura in cui mi sono imbattuto dopo tre settimane che stavo in Uzbekistan fu provato da una serie di fotografie del corpo di un torturato che arrivarono sulla mia scrivania. Guardando queste fotografie non riuscivo a capire che cosa fosse successo a questo corpo. Ho spedito le foto al dipartimento di patologia dell'Università di Glasgow in Scozia. L'uomo fotografato era un attivista islamico che era imprigionato nel 'gulag' uzbeko di Jazlyk e in questo 'gulag' era stato torturato a morte. Il suo corpo è stato restituito alla madre in una bara sigillata dicendole che avrebbe dovuto seppellirlo senza riaprire la bara. Invece la madre fu molto determinata e nel mezzo della notte l'ha aperta, ha depositato il corpo sul tavolo della cucina e ha scattato diverse fotografie dettagliate che poi ha inviato a me.

Cosa emerse dalle analisi di queste foto? Come era stato ucciso quest'uomo....

Era morto per essere stato immerso in un liquido bollente. Non era stato 'schizzato' da liquido bollente, ma proprio immerso. Questo si capiva dal fatto che si vedeva una linea molto evidente e spessa nella parte superiore del torace e sulla braccia. Ovviamente, io ero sbigottito, però sono venuto a conoscenza che non era un fatto isolato'

Queste le immagini della strage del 14 maggio del 2005, quel giorno nella città uzbeka di Andijan ci furono circa 187 vittime tra i dimostranti che manifestavano contro il regime guidato da Islam Karimov. Da allora le associazioni umanitarie chiedono la verità su questa vicenda che coinvolge pesantemente il potere Uzbeko accusato di perseguitare e torturare sistematicamente gli oppositori. Intanto lei aveva gia denunciato che le confessioni estorte a migliaia di detenuti in Uzbekistan venivano usate dai servizi segreti inglesi e americani, visti i rapporti di grande collaborazione che legano Karimov in particolare agli Stati uniti. Quale fu la reazione del suo governo?
Mi hanno convocato a Londra per un incontro che si è svolto l'8 marzo del 2003. All'incontro il 'Foreign Office' portò il capo degli avvocati del 'Foreign Office', Sir Michael Wood che mi informò che era legale usare informazioni ottenute attraverso la tortura. Essi dicevano che loro non torturavano direttamente e nemmeno richiedevano specificamente che un individuo fosse torturato per ottenere informazioni. Così se gli Uzbeki ottenevano informazioni con la torture e ce le davano a noi o alla Cia, ciò secondo loro era perfettamente legale. E questo non solo in Uzbekistan ma anche in Egitto, Marocco, Arabia Saudita, Kenia, Sudan, tanti posti…Anche in Paesi che tu pensi siano naturalmente contrapposti agli Stati Uniti, tipo la Siria, questo continua ancora...

improvvisamente, mentre stavo in vacanza in Canada mi hanno richiamato dalle vacanze e mi hanno presentato una lista di 18 imputazioni. In sostanza erano le classiche imputazioni che si usano quando si vuole distruggere la reputazione di una persona: mi hanno accusato di essere un alcolista, che davo i visti in cambio di prestazioni sessuali, che rubavo il denaro dall'ambasciata e così via. Tutte queste accuse erano completamente false, comunque alla fine mi hanno chiesto di dimettermi altrimenti queste imputazioni sarebbero diventate pubbliche


Le accuse sono in seguito cadute ma non sono mancati i gravi rischi per la sua salute come quando è stato colpito da una misteriosa intossicazione...
Alla fine sono stato obbligato a lasciare il 'Foregn Office' la carriera diplomatica, dopo 21 anni. Tutto ciò è stato molto difficile ovviamente. Ho subìto naturalmente una disastrosa perdita economica. Mi sono ritrovato senza un lavoro è ho attraversato un periodo molto difficile. E quando ti hanno costruito intorno una reputazione di uno che vaneggia è ovvio che nessun altro datore di lavoro sia disposto ad impiegarti perché pensano che potresti essere pericoloso e 'difficile' come dipendente. Quindi è stato durissimo.

Ecco Dick Marty che recentemente a Parigi ha presentato il secondo rapporto a nome del Consiglio di europa sul fenomeno dei voli segreti della Cia. Per le autorità statunitensi e per Il Segretario di Stato Usa, Condeleezza Rice invece le consegne di sospetti terroristi islamici a Paesi che praticano la tortura e lo stesso uso delle informazioni estorte con la tortura sono fenomeni marginali, episodi ed errori commessi ' in scala ridotta'. Lei cosa ne pensa?
Questo è un punto molto, molto, importante. Io stesso ho visto i rapporti della CIA, esattamente gli stessi documenti che Condeleezza Rice, Colin Powell o Donald Rumsfell potrebbero aver visto. In questi rapporti della CIA non viene offerta la materia prima, ma il materiale viene rielaborato prima di arrivare al destinatario....

Ad esempio: "Il detenuto dice...." o "Mr. X dice". Forse il detenuto e' Mr. X, o forse no. Potrebbe essere una delle persone elencate nel rapporto per aver fatto qualcosa o forse no. Quindi da quel documento non si puo' dire chi era il detenuto e non si puo' provare che sia stato torturato. Condoleezza Rice dice: "non sapevo che queste informazioni fossero state ottenute con la tortura". Naturalmente la CIA disponeva di quel materiale originale con il nome del detenuto che parlava e chiaramente la CIA sa bene cosa e' successo a quella persona, ma e' plausibile che sia stato messo in piedi un sistema di negazione ben strutturato per permettere a Condoleezza Rice o al Segretario di Stato britannico, Margaret Beckett o Tony Blair, di dire: "Non ho mai visto del materiale ottenuto con la tortura".

Craig Murray ha voluto raccogliere una dettagliata documentazione sulle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo in suo sito e lo sta facendo anche in polemica con il sistema dei media. Come ha reagito la stampa inglese tradizionale davanti alla sua vicenda e alle sue denunce.
I media britannici hanno difficoltà a affrontare a viso aperto questo punto. Nessuno ha mai domandato in modo diretto: "Voi usate materiale di 'intelligence' ottenuto con la tortura?" , oppure: "Ma voi non istigate di fatto regimi come quello uzbeko, saudita, algerino? Non incoraggiate questi regimi alla tortura?". Nessun giornalista ha posto mai queste domande difficili e così il 'Foregn Office' è stato in grado di manipolare l'opinione pubblica su questo punto.

Dopo l'11 settembre l'intero sistema dei media in Gran Bretagna è stato dominato dal timore di non mostrare immagini e a non porre sul tappeto questioni che fossero considerate poco patriottiche. Il direttore della BBC e' stato mandato via perche' aveva detto che in Iraq non c'erano armi di distruzione di massa. Ora sappiamo che cio' che diceva la BBC era vero, che non c'erano armi i distruzione di massa in Iraq, ma le due persone ai vertici della BBC sono state mandate via per aver detto una cosa del genere, quindi e' comprensibile che i giornalisti non si sentano pronti a scavare in profondità su questo argomento nel Regno Unito.


La sua deposizione davanti alla commissione d'inchiesta che indaga sui voli Cia, non è passata inosservata, anzi, ha destato grande sensazione tra gli europarlamentari. Di tutta questa vicenda drammatiche che lei ha vissuto, che ci ha raccontato, qual è stato l'aspetto che piu' l'ha ferita?
La cosa peggiore per me e' stata la scoperta che altri funzionari pubblici, persone che conoscevo da 20 anni erano al corrente di questa situazione. Sono rimasto sbalordito quando ho scoperto che Michael Wood che e' una brava persona, un uomo che conoscevo da molto tempo trovava una giustificazione legale al modo in ui si poteva eludere il divieto giuridico contro la tortura

A questo punto inizi a pensare: "Perche' le persone non si assumono la responsabilita' morale delle loro azioni?".
Se qualcuno riesce a trovare una giustificazione legale alla tortura, allora e' facile capire come un funzionario pubblico in Germania possa avere ricevuto ordini di andare ad Auschwitz con i carri bestiame e dire: "io sto facendo solo il mio lavoro, sono solo un funzionario pubblico".

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Video

Scarica l'intervista integrale
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Craig Murray

Osservatorio sulla legalità

Coe

 

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Il documentario sarà trasmesso su Rainews24 giovedi 22 alle 7.42, e alle 13.12, Venerdi alle 11.42, Sabato alle 13.42 e alle 18.12 domenica alle 5.12 e alle 9.12 , Lunedì 23.12
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