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28 luglio 2008
Immigrati e precari

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Intervista a Italo Bocchino, vicepresidente Pdl Camera

 

Norma anti-precari. Non colpisce i precari in quanto tale, ma serve a razionalizzare un pregresso. Esiste il caso di molti lavoratori, come quelli di Poste Italiane (che ha passato diverse trasformazioni), che si sono rivolti al giudice perché non c'era una fattispecie chiara. Passavano 10 anni senza soluzione. Riguarda, quindi, solo il pregresso e quasi esclusivamente le Poste italiane. Non riguarda né il futuro né il tipo di lavoro.

La critica "non c'è stata concertazione" sarebbe giusta se riguardasse il futuro e tutta la categoria dei precari, mentre ha a che fare con una fattispecie che ha una sua equità. Per i precari in Rai che hanno fatto causa vincendo il primo grado ma che hanno l'appello in pendanza si risolve con l'indennità? La norma riguarda quasi solo quelli di Poste Italiane.

Altra cosa poi è la riforma del lavoro che deve garantire flessibilità tutelando certi diritti.

Decreti-legge. Il fatto che si proceda spesso a decreti legge lo considero un'anomalia, ma è un problema del Paese, non di questo governo.

Unificazione Pdl. La discussione in corso è normale. Noi stiamo organizzando ciò che è già nato con le manifestazioni di piazza. E' nato già un popolo alternativo alla sinistra, che non ha sottolineato differenze. Il voto ha poi confermato tutto questo. Ora va fatta la parte organizzativa per dar vita al partito unitario. Siamo tutti convinti di essere sulla strada buona

Commissione parlamentare di vigilanza bloccata. Sta succedendo una cosa antipatica, perché quando un meccanismo di garanzia non riesce ad insediarsi viene a mancare uno strumento di garanzia-democrazia. Ma non possiamo dare un organo di garanzia all'Italia dei Valori che attacca le alte cariche dello Stato. Noi chiediamo all'opposizione di fare un nome su cui si possa ragionare. Non siamo contro Olrando, ma Di Pietro.

Marco Pannella
Noi radicali - con l'occupazione della Commissione di vigilanza - poniamo solo un problema di pura giurisdizionalità. Il parlamento non può mancare al rispetto della Costituzione e sabotare la sua stessa legge per delle trattative sui nomi.


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