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Intervista a Italo Bocchino, vicepresidente Pdl Camera
Norma anti-precari. Non colpisce i precari in quanto tale, ma serve
a razionalizzare un pregresso. Esiste il caso di molti lavoratori,
come quelli di Poste Italiane (che ha passato diverse trasformazioni),
che si sono rivolti al giudice perché non c'era una fattispecie
chiara. Passavano 10 anni senza soluzione. Riguarda, quindi, solo
il pregresso e quasi esclusivamente le Poste italiane. Non riguarda
né il futuro né il tipo di lavoro.
La critica "non c'è stata concertazione" sarebbe
giusta se riguardasse il futuro e tutta la categoria dei precari,
mentre ha a che fare con una fattispecie che ha una sua equità.
Per i precari in Rai che hanno fatto causa vincendo il primo grado
ma che hanno l'appello in pendanza si risolve con l'indennità?
La norma riguarda quasi solo quelli di Poste Italiane.
Altra cosa poi è la riforma del lavoro che deve garantire
flessibilità tutelando certi diritti.
Decreti-legge. Il fatto che si proceda spesso a decreti legge lo
considero un'anomalia, ma è un problema del Paese, non di
questo governo.
Unificazione Pdl. La discussione in corso è normale. Noi
stiamo organizzando ciò che è già nato con le
manifestazioni di piazza. E' nato già un popolo alternativo
alla sinistra, che non ha sottolineato differenze. Il voto ha poi
confermato tutto questo. Ora va fatta la parte organizzativa per
dar vita al partito unitario. Siamo tutti convinti di essere sulla
strada buona
Commissione parlamentare di vigilanza bloccata. Sta succedendo una
cosa antipatica, perché quando un meccanismo di garanzia non
riesce ad insediarsi viene a mancare uno strumento di garanzia-democrazia.
Ma non possiamo dare un organo di garanzia all'Italia dei Valori
che attacca le alte cariche dello Stato. Noi chiediamo all'opposizione
di fare un nome su cui si possa ragionare. Non siamo contro Olrando,
ma Di Pietro.
Marco Pannella
Noi radicali - con l'occupazione della Commissione di vigilanza -
poniamo solo un problema di pura giurisdizionalità. Il parlamento
non può mancare al rispetto della Costituzione e sabotare
la sua stessa legge per delle trattative sui nomi.
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