
Diciassette anni, il volto sfregiato dall'acido gettatole in faccia da fanatici che non vogliono che le donne vadano a scuola, Shamsia, studentessa aggredita fuori dalla sua scuola in Afghanistan insieme a un'altra decina di sue compagne, alza la testa e sfida i suoi aggressori: "Continuero' ad andare a scuola - dice - anche se mi dovessero uccidere". Shamsia e' stata aggredita davanti al liceo di Kandahar, la violenta citta' del sud dell'Afghanistan da sempre roccaforte dei Taleban. Alcuni uomini in motocicletta si sono avvicinati al gruppo di studentesse con il burqa e, afferratele, hanno tolto loro il velo e spruzzato loro il volto con l'acido. Una decina le ragazze sfregiate, fra le quali Shamsia e' fra quelle conciate peggio: l'acido, oltre ad averle deturpato il viso, le ha danneggiato un occhio. Le ragazze sono ricoverate lontano da casa, nell'ospedale militare di Kabul, i cui medici devono ora decidere se inviare Shamsia in India per cure piu' adeguate. In ospedale le ragazze hanno ricevuto la visita di compagni di classe e giornalisti. E dal suo letto, col viso ricoperto da un unguento giallo, Shamsia con voce flebile lancia la sua sfida: "Ai miei nemici - dice - lancio questo messaggio: anche se ci riprovassero altre 100 volte, io continuero' i miei studi. Sto studiando per costruire il mio Paese".