
"Il lavoro di casa, dentro le mura domestiche vale, sia pure sul piano virtuale, qualcosa come il 32,9% del Pil, cioe' circa 433 mila milioni di euro.
Cioe' come le entrate tributarie di tutto il 2006". Un tesoretto di cui "sono le donne, neanche a dirlo, a sobbarcarsene il peso maggiore perche' di questo 32,9%, il 23,4% grava sulle loro spalle contro il 9,5% degli uomini. Volendo convertire le percentuali in miliardi di euro 'prodotti', sono rispettivamente 308 e 125. In piu', l'ora lavorata dalle donne vale assai meno". Lo scrive Elena Polidori per Repubblica, basandosi sui dati elaborati dagli economisti de "
Lavoce.info".
Questi dati sono il risultato di un lavoro mai tentato prima su base scientifica.
Un bell'impegno perche' bisognava anzi tutto cercare di dare un 'valore-orario' e dunque un 'prezzo' a questo universo lavorativo cosi' particolare, che si sa quando comincia e mai quando finisce, che si sviluppa quotidianamente nelle case di tutti noi, senza pause ne' festivita', volenti o nolenti. Secondo le analisi degli esperti, "ogni anno il lavoro casalingo assorbe qualcosa come 1.419 ore, ma nella suddivisione tra maschi e femmine, circa 700 sono svolte dagli uomini contro 2.110 dalle donne - prosegue 'La Repubblica' - Se questa occupazione fosse retribuita, come di tanto intanto viene reclamato, avrebbe un valore medio ponderato di circa 10.473 euro per ciascuno dei 41 milioni di italiani in eta' tra i 20 e i 74 anni presi in considerazione nel biennio 2002-2003, cioe' appunto 433 mila milioni di euro l'anno, pari al 32,9% del Pil".