Mercoledì, 16 Maggio 2012 ore 14:51 CET (GMT +01:00)
MYRAINEWS24 SU NETVIBES | RAINEWS24 IN TV E SUL TELEFONINO | FEED RSS | SCRIVI ALLA REDAZIONE
Le notizie di Rainews24 su internet
Donne/Women/Femmes/Frauen/Mujeres/Femeie
Donne e lavoro
Abortire per non perdere il posto di lavoro?

Quante donne decidono di interrompere volontariamente la gravidanza e quante, invece, abortiscono per non perdere il posto di lavoro?
Non ci sono dati certi per la difficoltà di raccogliere testimonianze e documentare il fenomeno delle "dimissioni in bianco", ma secondo un rapporto dell'Ufficio vertenze della Cgil ogni anno almeno 1800 donne chiedono assistenza legale perchè costrette a firmare dimissioni in bianco e il Coordinamento delle Donne delle Acli quantifica in almeno il 25% le false dimissioni volontarie alla maternità. Si tratta di una pratica alla quale ricorrono alcuni datori di lavoro per tutelarsi in caso di lunghi periodi di malattia dei lavoratori, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli del mercato del lavoro, donne e immigrati. In pratica, al momento dell'assunzione, viene chiesto di firmare una lettera in bianco, quella di dimissioni volontarie. Che invece di volontario hanno ben poco.
Una proposta di Legge, che in questi giorni è all'esame della Commissione Lavoro della Camera, potrebbe presto mettere fine a questo atteggiamento decisamente disinvolto, diffuso particolarmente al Sud in aziende medio-piccole. La prima firmataria del testo è Marisa Nicchi, deputata dell'Ulivo, che aveva assunto quasi un impegno morale nei confronti di una donna che aveva conosciuto quando faceva l'assessore regionale in Toscana. A Rainews24 ha riferito che una ragazza un giorno le confidò di avere finalmente un lavoro, ma che insieme alla lettera di assunzione le avevano fatto firmare un'altra lettera in bianco, quella di dimissioni.
I 49 parlamentari firmatari del testo (N.1538, consultabile nel sito della Camera dei Deputati) hanno proposto che il lavoratore intenzionato a dimettersi dovrà utilizzare un apposito modulo, reperibile su internet, dotato di un codice identificativo progressivo che avrà validità non superiore a 15 giorni dalla data di emissione. Qualsiasi altra lettera non avrà alcun valore legale. La proposta potrebbe ricevere il via libera entro l'estate e diventare legge entro la fine dell'anno.