Quante donne decidono di interrompere volontariamente la gravidanza
e quante, invece, abortiscono per non perdere il posto di lavoro?
Non ci sono dati certi per la difficoltà di raccogliere testimonianze
e documentare il fenomeno delle "dimissioni in bianco", ma
secondo un rapporto dell'Ufficio vertenze della Cgil ogni anno almeno
1800 donne chiedono assistenza legale perchè costrette a firmare
dimissioni in bianco e il Coordinamento delle Donne delle Acli quantifica
in almeno il 25% le false dimissioni volontarie alla maternità.
Si tratta di una pratica alla quale ricorrono alcuni datori di lavoro
per tutelarsi in caso di lunghi periodi di malattia dei lavoratori,
soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli del mercato
del lavoro, donne e immigrati. In pratica, al momento dell'assunzione,
viene chiesto di firmare una lettera in bianco, quella di dimissioni
volontarie. Che invece di volontario hanno ben poco.
Una proposta di Legge, che in questi giorni è all'esame della
Commissione Lavoro della Camera, potrebbe presto mettere fine a questo
atteggiamento decisamente disinvolto, diffuso particolarmente al Sud
in aziende medio-piccole. La prima firmataria del testo è Marisa
Nicchi, deputata dell'Ulivo, che aveva assunto quasi un impegno morale
nei confronti di una donna che aveva conosciuto quando faceva l'assessore
regionale in Toscana. A Rainews24 ha riferito che una ragazza un giorno
le confidò di avere finalmente un lavoro, ma che insieme alla
lettera di assunzione le avevano fatto firmare un'altra lettera in
bianco, quella di dimissioni.
I 49 parlamentari firmatari del testo (N.1538, consultabile nel
sito della Camera dei Deputati) hanno proposto che il lavoratore intenzionato
a dimettersi dovrà utilizzare un apposito modulo, reperibile
su internet, dotato di un codice identificativo progressivo che avrà validità non
superiore a 15 giorni dalla data di emissione. Qualsiasi altra lettera
non avrà alcun valore legale. La proposta potrebbe ricevere
il via libera entro l'estate e diventare legge entro la fine dell'anno.