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Donne e lavoro
2007 ANNO EUROPEO DELLE PARI OPPORTUNITA' PER TUTTI
Intervista a Donatella Linguiti, Sottosegretario ai Diritti e Pari OpportunitàVIDEO



Una società dove non ci siano più discriminazioni per genere, razza, origine etnica, religione, disabilità, età, orientamento sessuale. E' questo l'obiettivo da promuovere nel corso dell'Anno delle Pari Opportunità per Tutti, istituito per volere del Parlamento e del Consiglio europeo.
I dati in Italia:
Donne a casa, per necessità e non per scelta
Per rendere competitiva l'economia europea la Strategia di Lisbona prevede che -entro il 2010- nei Paesi dell'Unione la partecipazione al lavoro arrivi al 70% e quella femminile al 60. Nel nostro paese la media degli occupati arriva a stento al 60% e lavorano soltanto 46 donne su 100, appena 31 nelle regioni del Sud. Molte le ragioni di questa esclusione, a partire dalla difficoltà di conciliare i tempi di cura della famiglia e del lavoro: entro il primo anno di vita del bambino, infatti, ben il 29% delle madri lavoratrici, nonostante i congedi di legge, abbandona l'impiego. L'Italia vanta anche il primato europeo di denatalità e senza l'apporto i figli degli immigrati si registrerebbe una crescita zero.
Handicap e Lavoro? No grazie.
Tra le persone con disabilità il 26,5% è occupato, ma su 3 lavoratori disabili solo 1 è donna.
Se sei gay, ti tirano le pietre
Tra gli omosessuali solo il 16,5% dei maschi e il 15 delle femmine non nasconde la propria omosessualità, mentre il 18% delle lesbiche e il 20 dei gay dichiara di essere stato oggetto di insulti e molestie a causa del proprio orientamento sessuale nel corso dell'ultimo anno
Il nemico è dentro casa
-Quasi 1 donna italiana su 3 ha subito violenze fisiche o sessuali nel corso della vita; di queste, il 14,3% a opera di un partner o di un ex partner.
Italia, popolo di nonni
-1 italiano su 5 ha oltre 65 anni e il 20% di questa fetta di popolazione è ultraottantenne. Siamo il paese europeo con la maggiore percentuale di anziani, un patrimonio di risorse umane e professionali che dovrebbero essere valorizzate. Ancora in questo caso la Carta di Lisbona pone degli obbiettivi. In Italia la permanenza al lavoro degli over 55 deve passare dall'attuale 31% al 50%.

PER UN FUTURO MIGLIORE
Sono 4 gli obiettivi del governo per l'Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti:
Diritti, Rappresentatività, Riconoscimento e Rispetto. 15 le azioni messe in campo:
• creazione di un Osservatorio antidiscriminazioni e di una rete di sportelli di assistenza legale sul territorio nazionale;
• un seminario sull'Osservatorio Nazionale contro la violenza di genere e per l'orientamento sessuale in via di costituzione presso il Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità come buona pratica da esportare a livello europeo;
• l'elaborazione di un modello di intervento per il recupero e l'inclusione dei minori di strada e Rom, il cui tasso di scolarizzazione risulta bassissimo;
• un Convegno nazionale sul tema della violenza in famiglia;
• lo sviluppo dell'analisi sull'occupazione femminile, sui differenziali salariali e la precarizzazione del lavoro di donne, gay, lesbiche e transgender. Basti pensare che, a parità di carica, le donne guadagnano tra il 20 e il 30% in meno dei colleghi maschi;
• un monitoraggio del fenomeno del lavoro sommerso nei servizi domiciliari, che coinvolge per lo più donne immigrate, e la definizione di un modello da sperimentare su aree pilota per l'emersione del lavoro nero e per il contrasto allo sfruttamento e al caporalato;
• l'integrazione delle seconde generazioni di immigrati;
• la Fiera dei diritti e delle pari opportunità;
• iniziative nell'ambito dei Mondiali giovanili di luglio;
• la presentazione del primo Piano di azione interministeriale per la promozione e la tutela delle donne, delle immigrate, di gay, lesbiche e transgender;
• seminari sui nuovi sistemi di classificazione delle disabilità delle persone e sulla loro tutela giuridica;
• un Osservatorio permanente sulla presenza femminile e maschile nelle cariche elettive di Comuni, Province e nei Consigli di amministrazione di società ed enti pubblici ed un portale a supporto del Progetto, dal momento che l'Italia si piazza al 47esimo posto per rappresentanza femminile in Parlamento, preceduta anche dal Rwanda;
• la costituzione di una Rete informatica europea tra istituzioni artistiche e musicali per favorire l'incontro tra culture ed etnie e concerti dell'orchestra dei conservatori di musica italiani composta da giovani di ogni nazionalità;
• informazione sulle attività della Rete degli enti locali contro le discriminazioni
per l'orientamento sessuale e l'identità di genere