
L'integrazione
femminile del mercato del lavoro permette alle donne di
conquistare l'indipendenza economica, ma non sconfigge sfruttamento
e abusi".
La denuncia e' messa nero su bianco sulle pagine del supplemento
Letra S del
quotidiano La Jornada, che ha fatto un'inchiesta sulle lavoratrici
messicane
impegate, dalle miniere di argento di Sonora alle industrie tessili
di Puebla.
Nel giacimento di Herradura, dove si estraggono argento e oro dalla
sabbia del
deserto di Sonora, lavorano 70 operaie: 1 ogni 10 uomini. "Le giovani
del posto
considerano il lavoro in miniera una buona opportunita' per elevare
il proprio
livello sociale visto che il loro salario supera quello delle insegnanti".
Nel
paese si calcola che attualmento il 30% della forza lavoro nelle
fabbriche e'
rappresentato da donne e il perche' si capisce presto: sono piu'
sfruttate,
meno sindacalizzate e di conseguenza meno pagate dei loro colleghi.
Gli abusi
dei loro capi, le molestie sessuali, le discriminazioni in caso
di maternita'
sono la normalita' negli stabilimenti di Puebla dove si conferma
il trend
registrato a livello nazionale: se la paga settimanale dovrebbe
essere di 800
pesos, in realta' le dipendenti ne incassano solo la meta'. Straordinari
e
festivi pagati sono un miraggio. Quanto e' lunga la strada da percorrere
per le
piu' elementari forme di parita'...