
A
soli 29 anni Malalai Joya è la più giovane deputata
afgana. Eletta per la prima volta alla Loya Girga nel 2003
e poi sospesa, rischia ogni giorno la vita per denunciare la corruzione
nel suo paese e per sottrarre le donne dalle atroci regole
tribali.
Quelle stesse donne che hanno sfidato le botte di padri e mariti
per andare a votarla, seppure avvolte in un burqa.
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La sua vita è appesa
ad un filo, da quando, in apertura dei lavori dell'assemblea
costituente, accusò molti suoi colleghi di avere le mani insanguinate,
invocando un tribunale internazionale per giudicare i crimini
comm in Afghanistan. Condizionata dal suo nome, lo stesso di un'eroina
nazionale che nell'800 incitò i sodati pashtun a cacciare
gli invasore britannici, Malalai da piccola e' impegnata a
difendere i diritti dei suoi cittadini, quegli stessi diritti che-
a suo dire-
vengono invocati nel suo paese solo per compiacere l'Occidente.
La deputata Joya e' in Italia per partecipare ad un convegno organizzato
dal Telefono Rosa "Le donne, un filo che unisce mondi e culture
diverse. Afghanistan, Rwanda, Cina".