
Irraggiungibile
il modello spagnolo, dove la maggioranza dei ministeri è affidato
a donne, le 'quote rosa' del nuovo governo Berlusconi si fermano a quattro
dicasteri (due con portafoglio e due senza). Sono Mariastella Gelmini, Stefania
Prestigiacomo, Mara Carfagna e Giorgia Meloni le donne ministro nel nuovo
governo di centrodestra. Se la percentuale femminile è ancora bassa,
almeno si riduce l'eta': le neo-ministre sono tutte under 35 tranne la 41enne
Prestigiacomo, che pero' nel 2001 fu uno dei ministri piu' giovani della
Repubblica.
Una miss a capo del ministero per le pari opportunita'. Mara Carfagna
vanta - unico caso nella storia repubblicana - una partecipazione a
Miss Italia (era il 1997) dove si piazzo' al sesto posto ed ottenne
lo scettro di Miss Cinema. Ma la sua attivita' da showgirl e modella,
quella che l'ha
resa nota al grande pubblico, e' ormai passato remoto per il neoministro
che ha cominciato la politica attiva in Forza Italia (il centrodestra
e' sempre stato il suo orizzonte politico) nel 2004 come coordinatrice
del movimento femminile in Campania. Due anni dopo, arriva in Parlamento
come parlamentare nelle fila del partito di Silvio Berlusconi. Maria
Rosaria Carfagna, detta Mara, e' nata a Salerno il 18 dicembre 1975.
E' laureata in Giurisprudenza con una tesi in diritto dell'informazione
e del sistema radiotevisivo. Nella scorsa legislatura e' stata segretario
della
Commissione Affari Costituzionale e, all'interno del partito, ricopre
la carica coordinatrice nazionale del movimento femminile di Azzurro
Donna. Carfagna si e' gia' sperimentata come legislatrice sui temi che
ora si trovera' ad affrontare per conto dell'esecutivo. La violenza
sessuale: ha presentato un ddl, insieme a Isabella Bertolini, per costituire
case-rifugio per le donne violentate. E proprio contro la violenza sessuale
scese in piazza, lo scorso novembre nella manifestazione organizzata
dalle femministe; li' fu fischiata e contestata, costretta ad uscire
dal corteo insieme ad altre colleghe di partito. Si e' poi occupata
di aborto mettendo a punto un progetto di legge per il sostegno economico
e psicologico alle donne che vogliono evitare l'interruzione volontaria
di gravidanza; un'iniziativa che fu applaudita nel partito. Carfagna
vedrebbe poi favorevolmente l'introduzione della norma che fa scegliere
ai genitori il cognome da dare ai propri figli, quello paterno o quello
materno. Come anche il riconoscimento dell'anoressia e della bulimia
come malattia sociale. Sulle "quote rosa" si potrebbe segnare
la differenza con l'opposizione ma anche con la collega di partito che
l'ha preceduta sulla poltrona delle pari opportunita', Stefania Prestigiacomo.
Finora, Carfagna ha espresso molte riserve sull'introduzione di queste
quote. Motivo? "Sarebbe una ghettizzazione".