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Toghe rosa

Giorgio Napolitano
"Le donne fanno assai piu' fatica degli uomini ad avanzare in tutte le sfere di attivita'. E' un problema di rilevanza istituzionale e costituzionale ancora aperto, la cui soluzione richiede un cambiamento culturale assecondato da un confronto a livello politico che sappia superare le distinzioni di schieramento". E' quello che ha scritto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del convegno promosso dall'organo di autogoverno dei giudici sul diritto alle Pari Opportunita'. Il mondo giudiziario da tempo, infatti, si e' tinto di "rosa" ma i problemi di discriminazione restano. A dimostrarlo basterebbe il fatto che, nonostante 40 magistrati su 100 siano di sesso femminile, la quasi totalita' dei tribunali e delle procure e' guidata da uomini. Tuttavia, sono parole del ministro della Giustizia Clemente Mastella, -"Se non fosse per le donne l'amministrazione della giustizia chiuderebbe i battenti." Insomma, il solito copione. Tutte brave, preparate, qualificate, ma quasi tutte alla base della piramide verticistica dell'organizzazione. Il Guardasisilli, però, lo ammette. "Sono stati fatti passi avanti, ma il tratto finale per la piena parita' tra uomo e donna e' ancora in salita e per questo ci sono delle cose che devono essere fatte con norme e utilizzando leggi adeguate". Chissà se riusciranno a beneficiarne le vincitrici dell'ultimo concorso per accedere in magistratutura, risultate in netta maggioranza rispetto agli uomini.
Ci consola poco sapere che la situazione per le toghe "rosa" non migliora nel resto d'Europa. Val la pena ricordare che le italiane hanno dovuto aspettare gli anni Sessanta per accedere ai concorsi pubblici e solo nel 1963, in otto, furono nominate magistrato. Per quanto riguarda il Consiglio superiore della magistratura, il vicepresidente Nicola Mancino ha ricordato che "per la prima volta le donne hanno una presenza pari al 25% a palazzo dei Marescialli e il segretario generale e' una donna, ma resta purtroppo bassa la percentuale femminile per quanto riguarda il novero dei magistrati fuori ruolo addetti al Consiglio".
E allora? "Serve una sterzata per cambiare gli equilibri nelle funzioni apicali" ha replicato il ministro per i Diritti e le Pari Opportunita' Barbara Pollastrini aggiungendo che lei si è impegnata a far passare la proposta di regole mirate e transitorie perche' non solo si preveda la presenza delle donne nelle liste, ma sia estesa la possibilita' della loro nomina negli enti, nelle istituzioni e nelle aziende pubbliche. Pollastrini ha poi lamentato che "nel nostro paese non solo l'elite dirigente e' molto maschile, ma le classi dirigenti sono tendenzialmente conservatrici e gerontocratiche nei loro vertici e selezionano secondo appartenenza a clientele e corporazioni". Prese fra mille difficoltà per conciliare lavoro e famiglia, le donne frequentano pochi salotti e figuriamoci se hanno tempo per fare lobby, ma questo non deve rappresentare una discriminazione.