
Potrebbero
essere circa un centinaio le donne a cui Firenze potrebbe
dedicare presto una strada. Si e' arrivati a questa decisione quando
la
consigliera comunale Lucia Matteuzzi ha visto l'ultimo elenco della
commissione
toponomastica con la lista dei fiorentini illustri a cui dedicare
viali,
piazze e luoghi pubblici: su duecento nominativi solo dodici erano
femminili,
fra cui Beatrice Portinari cantata all'Alighieri e Oriana Fallaci,
la
giornalista e scrittrice scomparsa nel 2006 a cui gia' Milano ha
dedicato un
giardino. E cosi' Matteuzzi ha presentato una delibera affiche'
anche la
toponomastica della citta' fosse paritetica nei generi. Accontentata.
A Palazzo
Vecchio il Consiglio ha accolto la modifica, seppure non all'unanimita'.
Favorevoli: PD, La Sinistra, Rifondazione, Socialisti e
Unaltracittaunaltromondo, mentre hanno votato contro: Comunisti
Italiani e
Verdi. Assente invece il Pdl che non aveva partecipato alla seduta
straordinario indetta per discutere la legge Gelmini. Ci chiediamo
su quali
basi si fonda l'opposizione a questo condivisibile proposito di
perpetuare il
ricordo e l'esempio di donne, oltre che di uomini, che si sono distinte
in
settori ed epoche differenti. Val la pene ricordare che nel 1801
Sylvain
Marechal, noto rivoluzionario, proponeva in Francia un progetto
di legge per
vietare alle donne di leggere con una singolare motivazione: "La ragione
vuole
che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle del firmamento" e
che
le cuoche che non sanno leggere sono quelle che fanno la zuppa migliore".
Fortunatamente il numero degli uomini "illuminati" fu di gran lunga
maggiore di
questo illuminista poco visionario.