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Per la prima volta in 60 anni di indipendenza l'India avra' una donna come presidente. Prathiba Patil, 72 anni, avvocato, ex governatrice dello stato del Rajasthan, salira' al colle di Raisina Hill, per prendere il posto del popolare scienziato musulmano Abdul Kalam il cui mandato scade il 24 luglio. In un Paese come l'India dove le bambine sono discriminate ancora prima che nascano, la nomina di una donna a capo dello stato ha forte valore simbolico, pur essendo una carica largamente cerimoniale.

Ma la scelta di Pratibha ha creato una profonda frattura tra le forze politiche e ha alimentato una campagna di colpi bassi e di vendette che di sicuro si trascinera' per i prossimi cinque anni dell'incarico. Mentre quasi tutti i precedenti inquilini del Rashtrapati Bhawan, il Quirinale indiano, godevano di consenso trasversale pur essendo espressione del partito di maggioranza, questa volta e' stata battaglia senza esclusioni di colpi. Anche quando i 4896 parlamentari (977 parlamentari nazionali e il resto provenienti dalle assemblee legislative dei 29 stati indiani) hanno votato in segreto tra i due candidati, Pratibha e il rivale, il vicepresidente Bairon Singh Shekhawat, sostenuto dall'opposizione del Bjp, non sono mancati i franchi tiratori da entrambi gli schieramenti. Il cosiddetto Terzo Fronte si e' sfaldato dopo che l'ex leader del Tamil Nadu, l'ex attrice Jayalalitha, ha improvvisamente deciso di astenersi. Non avra' di sicuro sonni tranquilli la presidente Pratibha quando il passera' la prima notte sotto il 'cupolone' del Rashtrapati Bhawan che sorge nella New Delhi coloniale accanto ai palazzi del governo e al parlamento e che e' famoso per i suoi giardini fioriti curati personalmente dal Kalam, il padre del sistema missilitico indiano convertito in "people president".

Fin da quando fu scelta da Sonia Gandhi il 14 giugno, sono iniziate a fioccare le prime perplessita' sulla sua statura politica e carisma popolare, poi le critiche su alcune dichiarazioni azzardate e infine sono emersi una serie di imbarazzanti "scheletri nell'armadio", ampiamente riportati dalla stampa, che hanno gettato una luce oscura su di lei e sulla sua famiglia. Una manna per l'opposizione che ha subito affilato le armi con un'offensiva mediatica, tra cui il sito internet "knowprathibapatil.com" e un opuscolo biografico. Il problema e' di fondo perche' il nome dell'ex governatrice non compariva nella rosa iniziale dei candidati proposti dal Congresso.