
Ancora
un altro primato nello spazio, a distanza di una sola settimana.
E' stato un aggancio "in rosa" quello avvenuto tra lo shuttle
Discovery e la Stazione spaziale internazionale (Iss) e che
ha permesso all'equipaggio dello shuttle, del quale fa parte l'italiano
Paolo
Nespoli, di entrare nella stazione orbitale. Ai comandi c'erano
infatti due donne: Pamela Melroy alla guida dell'equipaggio della
missione
dello shuttle Sts-120, e Peggy Whitson a capo della Expedition
16 sulla Iss. Ma, come ha detto piu' volte il comandante al suo equipaggio,
anche dello shuttle si deve parlare al femminile perche' si
tratta
di una nave. La Melroy, 46 anni, ex pilota dell'Air Force e
la Whitson, 47, una biochimica, fanno parte della pattuglia di 18
astronauti
donne della Nasa (i maschi sono 73). Entrambe sono sposate
a scienziati ed entrambe non hanno figli. Pamela Melroy e' tra l'altro
l'ultima
pilota donna ancora a disposizione della Nasa, dopo che si
sono ritirate di recente dal servizio Eileen Collins e Susan Kilrain.
Anni fa,
quando l'America invio' la prima donna sulla Stazione Spaziale
Internazionale, Shannon Lucid, un funzionario russo commento' il
fatto dicendosi
contento, "perche' sappiamo tutti come alle donne piaccia pulire
e ce n'e' bisogno sulla Iss". Una battuta maschilista che oggi,
secondo la Whitson, appartiene al passato. Due settimane fa,
prima del lancio dal Kazakhstan sulla Soyuz che l'ha portata sulla
stazione,
la prima donna destinata al comando della Iss ha ricevuto in
dono dalle autorita' locali un frustino tradizionale kazako, del
genere
usato per cavalli e cammelli. "Mi hanno spiegato - ha raccontato
- che e' un simbolo di potere e ho trovato interessante che
abbiano sottolineato molto il fatto che di solito e' un oggetto che
non danno
alle donne".