Uccise, perchè avrebbero portato sfortuna.

Così ha spiegato il suo atroce gesto
un uomo che ha ammazzato le figlie appena nate. Il benzinaio
era disposto ad
accettare in famiglia solo la nascita di un maschio. Dopo solo
6 giorni di vita le due gemelline sono state sepolte vive e nepppure
la madre
- che dopo il parto era stata riempita di botte dal marito - è riuscita
a salvarle.
E' successo ad Ahmedabad, città con 5 milioni di
abitanti dello stato di Gujarat, nel zona centro-occidentale
del Paese. Nulla è cambiato dai tempi di Sparta, dove le bambine
appena nate venivano scaraventate dalla rupe, così come i neonati
gracili e malformati. In India infatti la strage delle innocenti,
neonate uccise
e feti di sesso femminile eliminati, è un fenomeno largamente
diffuso anche nelle classi sociali più agiate.
Lo scorso dicembre,
il governo indiano ha ammesso che dieci milioni di bambine sono
state uccise dai genitori negli ultimi vent'anni. Un'intera megalopoli
mai
costruita, un mare infinito di voci che nessuno ha mai udito.
Ma la sorte di molte indiane è segnata, anche se riesco a superare
le prime settimane di vita. Possono essere costrette a sposarsi
quando nel resto del mondo le loro coetanee giocano con le bambole
e quando
la loro dote non è sufficiente a soddisfare le esigenze economiche
della famiglia acquisita, vengono picchiate, segregate o uccise.
Tutto questo non basta a scuotere le coscienze perchè nel paese
non si segnala una significativa attività di movimenti in difesa
dei diritti delle donne