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Un altro fronte di tensione si apre fra Iran e Stati Uniti
Un altro fronte di tensione si apre fra Iran e Stati Uniti, dopo quello principale che contrappone i due paesi sul programma nucleare. Si tratta della vicenda di cui è protagonista Haleh Esfandiari, una docente universitaria esperta di Medioriente e di problematiche legate ai diritti delle donne in Iran, fuoriscita ai tempi della rivoluzione islamica, attualmente residente in America e per questo in possesso della doppia cittadinanza.
La donna, che ha 67 anni, era ritornata lo scorso dicembre nel suo paese natale per visitare l'anziana madre e da allora non le e' stato più consentito ripartire. Agli inizi di maggio e' stata rinchiusa nel carcere di Evin, nel nord di Teheran, dove sono imprigionati i detenuti politici. L'accusa formulata nei suoi confronti è di "crimini contro la sicurezza nazionale" per i quali le indagini sono ancora in corso. Il portavoce dell'autorita' giudiziaria, Ali-Reza Jamshidi, non e' entrato nel dettaglio del capo di imputazione, ma nei giorni scorsi il quotidiano "Kayhan" aveva accusato la direttrice del Wilson Centre di attivita' spionistiche.
Il governo Ahnadinejad non lascia molto spazio alle trattative: la Esfandiari -ha ribadito il ministero degli esteri- e' solo una "cittadina iraniana" e quindi le verrà applicato l'ordinamento giudiziario in vigore nella repubblica Islamica. Sono molti gli appelli che chiedono la liberazione della donna, compreso quello firmato dalla candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton.

Al caso dell'accademica se ne vanno, purtroppo, ad aggiungere altri non meno gravi. Il Washington Post riporta che nelle carceri iraniane sarebbero detenute altre due donne con la doppia cittadinanza. Una di loro è Parnaz Azima, giornalista di Radio Farda, emittente in lingua farsi finanziata dall'amministrazione americana che viene trasmessa dagli Usa verso l'Iran, mentre l'altra non ha voluto essere identificata.