Nella
classifica mondiale realizzata dal Worl Economic Forum sulla
parità fra
Uomini e Donne, l'Italia si piazza all'84esimo posto dopo
Kenia, Bolivia, Tajikistan, Ghana, Belize e Honduras, tanto per
citare
qualche nazione. I parametri presi in considerazione sono
la partecipazione alla vita politica ed economica, l'istruzione
e la salute. Ad occupare
ancora una volta i primi posti della graduatoria assoluta
sono quattro Paesi nordici: Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda,
davanti
a Nuova Zelanda e Filippine. Benissimo anche la Spagna, al
decimo posto, che scalerà altre posizioni nel giro di pochi
mesi con l'entrata in vigore della legge sull'assistenza familiare.
Secondo una dirigente del WEF Laura Tyson, "Il lavoro mostra
una forte correlazione tra la competitività e i punteggi
del divario uomini-donne. In altre parole i paesi che non
sfruttano pienamente ed efficacemente il 50% le risorse umane femminili,
corrono il rischio di compromettere il proprio potenziale
competitivo.
Oltre a promuovere l'eguaglianza come diritto umano di base,
ci auguriamo di mettere in evidenza l'incentivo economico di assegnare
maggiori poteri alle donne ".
Ci
sono possibilità concrete che l'Italia compia qualche
passo concreto nel campo delle Pari Opportunità?
Ne sono
convinte MONICA DONINI, una delle 3 presidenti donna sulle 20 Assemblee
Regionali del nostro paese e PATRIZIA
PRESTIPINO, una delle 4 presidenti donna dei 19 Municipi
in cui è diviso
il territorio di Roma.
VIDEO: Intervista a MONICA DONINI e PATRIZIA
PRESTIPINO