
C'e'
un altro elenco da aggiungere a quello delle vittime del conflitto
in Iraq, anche se non viene ufficialmente preso in considerazione
dalle gerarchie militari: si tratta di 121 persone uccise da
veterani di guerra dell'Iraq e dell'Afghanistan dopo il loro
ritorno in patria.
E' stato un lungo articolo del 'New York Times' a squarciare
un velo sul difficile reinserimento dei militari che hanno
prestato servizio
per periodi piu' o meno lunghi nelle operazioni "Enduring Freedom" e "Isaf".
In molti di questi casi, i traumi riportati durante il servizio
all'estero e lo stress - insieme all'alcolismo e altri problemi
di riadattamento
familiare - fanno da sfondo alla tragedia. Tre quarti dei veterani
coinvolti in casi di omicidio erano ancora militari quando
hanno commesso i delitti. Le vittime sono in gran parte le
mogli o le fidanzate,
i figli o altri familiari. La piu' piccola vittima e' Krisiauna
Calaira Lewis, una bambina di due anni uccisa in Texas dal
papa' di 20 anni,
tornato in patria dopo aver riportato traumi al cervello in
un bombardamento a Falluja. Ne' il Pentagono ne' il dipartimento
alla Giustizia si
sono interessati di questi delitti che sono stati perseguiti
in gran parte dai tribunali civili degli Stati in cui sono
accaduti e non
dalla giustizia militare.