
La donna è un soggetto ricorrente nell'opera di Miró. Una volta la moglie Pilar lo rimprovero': "dipingi e scolpisci soggetti femminili, ma perche' non hai mai ritratto me o tua figlia?".
E' Rosa Maria Malet, direttrice della Fondazione Joan Miró di Barcellona, a rivelarci questo episodio, in occasione dell'inaugurazione della
GALLERIA DEGLI ANTIRITRATTI, allestita alla Reale Accademia di Spagna per festeggiare i suoi primi 135 anni di attività a Roma.
Per l'artista catalano la donna e' un simbolo, una figura quasi mitologica. Un archetipo legato alla terra, alla fertilità, alla vita, alla maternità.
In mostra 26 acqueforti e acquetinte, oltre a 4 sculture in bronzo di grandi dimensioni.
Un percorso che ravviva il desiderio di visitare la Fondazione Miro', dove si e' accolti dalla maestosa "Dona i ocell".
Ma come e' arrivata Rosa Maria Malet a dirigere una struttura cosi' importante? "La fine dei miei studi in storia dell'arte è coincisa esattamente con l'apertura della Fundacio', così ho iniziato da subito a lavorare lì, prima come aiuto conservatrice, poi come conservatrice e infine come direttrice, in funzione dal 1980 al 1984 ed effettiva dal 1984 ad oggi. Potrebbe sembrare un'anomalia una direzione così lunga, ma credo che la programmazione della Fondazione, incentrata sull'opera di Joan Miró, abbia bisogno di continuità".
Donna trottola, Galatea, i lavori presentati nelle sale dell'Accademia affrontano il tema ricorrente della produzione mironiana, quello del legame arcaico con la terra e con la mitologia mediterranea in cui si inscrivono figure antropomorfe, innaturali, ritratte frontalmente, che fissano lo spettatore con i loro grandi occhi asimmetrici. Una "galleria di antiritratti", appunto, che fonde questi strani personaggi con le stelle e i mondi celesti. Opere in cui, tra decisi segni neri e note di colori accesi, si ritrovano tutti i simboli del linguaggio artistico dell'eclettico Maestro catalano. L'ingresso e' libero.