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15 maggio 2007
Pentagono: guerra a Youtube
di Francesco Gatti
web Garibaldi
Dal blog del soldato Colby Buzzell (www.guardian.co.uk)

Niente piu' YouTube e MySpace per i militari americani. Il Pentagono ha deciso il blocco dell'accesso dai computer militari statunitensi in tutto il mondo a una serie di popolari siti Internet che i soldati, compresi quelli in Iraq e Afghanistan, spesso usano per comunicare con i familiari a casa.

Il ministero della Difesa americano ha motivato la scelta con la necessita' di proteggere le informazioni militari e non gravare troppo sui network della Difesa, la cui velocita' sembra essere stata ridotta in modo sensibile negli ultimi tempi dalla mole di foto e video che i soldati scaricano dalla Rete.

"Il traffico ricreativo su questi siti - afferma un ordine di servizio inviato dal generale B.B.Bell, comandante delle forze Usa in Corea - ha un impatto significativo sui siti ufficiali del ministero della Difesa e sulla nostra velocita' di trasmissione, e allo stesso tempo pone sfide serie sul piano della sicurezza operativa". In totale, oltre a YouTube e MySpace, sono altri 11 i siti di scambio di video, musica e foto da oggi non utilizzabili sui computer del Pentagono.

Le nuove regole prevedono che i blogger sottopongano i loro messaggi ad un ufficio di supervisione prima di pubblicarli. Il blog piu' celebre finora realizzato da questo fronte e' del soldato Colby Buzzell i cui resoconti, gli hanno fatto vincere le 5mile sterline del Blooker prize per il miglior libro (My War: Killing Time in Iraq) tratto da un blog. Buzzell ha scritto il suo diario mentre era a Mosul, nel Nord dell'Iraq, nel 2004, descrivendo la sua vita quotidiana, che andava dall'ascolto dei Metallica sul suo iPod all'osservare i suoi commilitoni navigare sul web in cerca di pornografia. E' paradossale che la sua vittoria sia arrivata nel momento in cui il Pentagono impone queste nuove restrizioni. Il soldato ha scoperto il fenomeno dei blog leggendo un articolo su Time mentre era in Iraq. Secondo Buzzell le nuove restrizioni colpiranno i soldati e le loro famiglie. "E' dura per chi sta al fronte e ora andra' peggio". Il libro di Buzzell e' stato gia' tradotto in 7 lingue. La sua carriera da giornalista freelance continuera' sulla rivista Esquire. "I comandanti sono un po' nervosi, ora non potranno piu' controllarmi".