Il numero uno di Telecom, Franco Bernabè, già in America per altri impegni, avrebbe fatto un salto a Cupertino e strappato a Steve Jobs la firma a lungo inseguita sul contratto che porterà l’iPhone in Italia.
Il lancio avverrà fra qualche settimana e l’iPhone sarà da subito quello Umts: insomma, il più aggiornato. A dar credito a quanto scrive "Repubblica Affari&Finanza", la vera notizia, però, è un’altra: non ci sarà "revenue sharing" e neanche l'esclusiva. Ovvero, Tim sarà il primo, ma non unico gestore a commercializzare l’iPhone in Italia: gli altri, i concorrenti, faranno di tutto per venderlo a Natale.
E soprattutto, in Italia Apple abbandonerebbe, insieme alla monogamia con un gestore, anche il meccanismo in base al quale l’iPhone porta soldi non tanto al momento della vendita, ma dopo, con una percentuale vicina al 30% sul traffico generato da ogni utente che utilizza il cugino dell’iPod.
Tutto questo, naturalmente, ha un prezzo: in Italia gli iPhone costeranno di più che negli altri Paesi europei, dove però al momento la versione Umts non si trova. Facile prevedere le scene già viste a novembre in Germania e in Gran Bretagna, a dicembre in Francia, un mese fa in Austria e Irlanda: ressa e poi code per accaparrarsi i primi iPhone. Nulla di paragonabile, comunque, al successo clamoroso registrato in America, dove At&t, che ha l’esclusiva, ne ha venduti più di 3 milioni. Il mercato italiano, ricco, evoluto ed attento alle novità, promette molto, e il target di Apple su scala planetaria è a dir poco ambizioso: 10 milioni di iPhone venduti entro l’anno. L’interesse si sposta ora sul prezzo dell’iPhone targato Tim: in Europa sborsare 400 euro per un cellulare legato ad un solo gestore, finora, non ha convinto proprio tutti, tanto che sul web dilagano siti e video con le istruzioni per sbloccare l’iPhone. E in Francia Apple sta premendo su Orange, che ha l’esclusiva, perché abbassi il prezzo del cellulare.
A giocare a favore dei consumatori europei, inoltre, due fattori: il dollaro debole contro l’euro e la consapevolezza nel quartier generale di Apple che il vero affare, in un futuro ormai vicino, saranno i servizi offerti via internet. Ecco perché recentemente Apple ha svelato i codici dell’iPhone a programmatori esterni, in modo da generare prima della concorrenza software che sviluppino appieno le potenzialità dell’iPhone.