Nelle strade si muove l’esercito di Mubarak, per “porre fine alla crisi di produzione” che ha portato ai vertiginosi aumenti del prezzo del pane. Ma in rete si organizza e cresce un altro esercito, invisibile, che stimola e guida lo sciopero generale in Egitto.
In Egitto il prezzo di un chilo di farina è balzato a 260 sterline (circa 30 euro). Il prezzo ‘politico’ determinato dal governo è di 1 euro e 80 centesimi, ma la quantità distribuita a prezzi calmierati è ormai insufficiente.
I blogger di General Strike in Egypt riescono, per ora, ad aggirare i controlli del Governo su internet e anche se solo una minoranza della popolazione ha le risorse economiche e culturali per l’accesso alla rete, in poche settimane hanno attirato l’attenzione di oltre 70.000 utenti di Facebook.
L’esercito dei blogger ha un volto, quello di Israa Abdel Fatah, una giovane egiziana di 27 anni: è stata lei a lanciare l’idea dello sciopero generale, il primo in Egitto nato su un blog. Naturalmente, Issra Abdel Fatah, iscritta al partito “Al-Ghad”, è finita agli arresti, il suo blog è stato oscurato. Ma il suo appello allo sciopero generale contro la fiammata dei prezzi si diffonde rapidamente su Internet, da Facebook a Twitter, di blog in blog, di mail in mail… In Egitto soprattutto i giovani si mobilitano, si scambiano idee, danno istruzioni per un giorno di disobbedienza civile. Nessun movimento sociale in Egitto aveva trovato tanta eco su Internet.
L’appuntamento è per lunedì 5 maggio, quando i blogger hanno convocato una nuova manifestazione di protesta contro i rincari dei generi alimentari. E l’esercito silenzioso della rete potrebbe portare in strada decine di migliaia di persone.
Saji Assi