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26 giugno 2008
Microsoft: finisce l'era Gates

Dalla Rete
Bill Gates
Dopo 33 anni, Bill Gates lascia il timone di Microsoft. L'imperatore dell'informatica cedera' il testimone a Steve Ballmer per dedicarsi alla Bill&Melinda Gates Foundation, l'istituto filantropico più ricco del mondo con i suoi 37,3 miliardi di dollari, fondato nel 2000. Insomma, l'uomo che fondò con Paul Allen il colosso dell'informatica nell'aprile del 1975 nel New Mexico, ad Albuquerque, esce di scena, anche se manterrà la carica di presidente e, per un giorno a settimana, si presenterà in ufficio. Da lunedì, per Microsoft comincerà una nuova era.

Ballmer al comando
Ora, per volere dello stesso Gates, il testimone della guida di Microsoft va all'ad Steve Ballmer. Lo sviluppo informatico della compagnia passerà dal prossimo venerdì ai due più stretti collaboratori di Gates, Craig Mundie e Ray Ozzie. Ma con l'uscita di scena del fondatore, Microsoft riuscirà a correre da sola? Il valore aggiunto di Bill Gates è talmente elevato che ci vogliono due teste per compensarlo, ha scritto recentemente il 'Financial Times', riferendosi a Mundie e Ozzie.

Riuscirà l'azienda a reinventarsi?
La pensione di Gates arriva in un momento cruciale per Microsoft il cui errore strategico in questi ultimi anni è stato forse quello di aver sottovalutato le potenzialità del settore della ricerca su Internet e dunque del 'newcomer' Google. Ballmer imputa ai problemi sorti con il sistema operativo 'Vista' la principale ragione della perdita di sprint di Microsoft. "Ha calcificato la nostra capacità di reagire", ha detto. Gli analisti però credono che le radici del declino siano più profonde. "Il punto è: riuscirà l'azienda a reinventarsi?", evidenzia Colony. Anche il fallimento dell'opa su Yahoo getta nuove ombre sulla capacità del colosso di Redmond di scardinare la leadership nel settore pubblicitario on line della rivale di Mountain View. E' ancora presto però per decretare il vincitore. Microsoft continua infatti a non sposare la formula del 'software on line' propugnata da Google.

"Riteniamo che i gadget intelligenti e le apparecchiature continueranno a rivestire un ruolo di primo piano per l'utilizzo del software", ha detto Mundie - l'obiettivo nell'arco dei prossimi anni sarà quello di far viaggiare il software su miliardi di apparecchi che dovranno essere coordinati, messi in comunicazione tra loro e connessi a una sistema di intelligenza a strati alimentato da un computer centrale". La sfida insomma è aperta.