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26 pagine per rivendicare il barbaro omicidio di Marco Biagi
e spiegarne il significato politico. Le firmano le Brigate
Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente,
e si possono leggere sul sito di un'agenzia stampa di Caserta.
Ad una prima analisi il documento, in cui linguaggio, analisi
politica e tempi di divulgazione rimandano alle tristemente
celebri 'risoluzioni' delle BR che negli anni di piombo seguivano
la rivendicazione di omicidi politici, è stato giudicato
"attendibile" dagli inquirenti. E' la prima volta
che un documento delle BR di questa portata viene diffuso
via Internet. Il testo è stato inviato anche agli indirizzi
internet della Cgil, della Fiom, nelle sedi di alcuni partiti
politici e di alcuni centri sociali.
Il
testo integrale della rivendicazione dal sito di "Caserta24Ore"
>
"Il giorno 19 marzo 2002 a Bologna - esordisce il testo
- un nucleo armato della nostra Organizzazione, ha giustiziato
Marco Biagi consulente del ministro del lavoro Maroni, ideatore
e promotore delle linee e delle formulazioni legislative di
un progetto di rimodellazione della regolazione dello sfruttamento
del lavoro salariato, e di ridefinizione tanto delle relazioni
neocorporative tra Esecutivo, Confindustria e Sindacato confederale,
quanto della funzione della negoziazione neocorporativa in
rapporto al nuovo modello di democrazia rappresentativa".
"Con questa azione combattente - si legge ancora nel
delirante, ma lucido documento dei presunti terroristi - le
Brigate Rosse attaccano la progettualità politica della
frazione dominante della borghesia imperialista nostrana per
la quale l'accentramento dei poteri nell'Esecutivo, il neocorporativismo,
l'alternanza tra coalizioni di governo incentrate sugli interessi
della borghesia imperialista e il "federalismo"
costituiscono le condizioni per governare la crisi e il conflitto
di classe in questa fase storica segnata dalla stagnazione
economica e dalla guerra imperialista".
"Le responsabilità di Marco Biagi non si sono
fermate a un piano nazionale, ma sono state assunte anche
a livello internazionale - continua il documento - Ad esempio
in sede Ue, dove è stato consigliere di Prodi alla
Commissione europea, e membro di comitati ad hoc come il "Gruppo
di alta riflessione sulle relazioni industriali" incaricati
dalla Commissione stessa, per la riforma del mercato del lavoro
e delle relazioni industriali e l'istituzione del "dialogo
sociale". Oppure in sede Onu, dove l'Organizzazione Internazionale
del Lavoro (Oil) per la quale è stato anche consulente
per l'est europeo, con conseguenze che tutti possono immaginare
per i livelli di sfruttamento raggiungibili in questi paesi
dal capitale, l'ha incaricato di collaborare alla riforma
del mercato del lavoro...per la Bosnia! Ciò segnala
come la sua iniziativa corrisponda agli interessi del padronato
italiano non solo nell'ambito nazionale, ma anche nei paesi
recentemente integrati nella catena imperialista anche forzosamente
con l'occupazione militare".
L'analisi politica delle Brigate Rosse per la costruzione
del Partito Comunista Combattente abbraccia anche lo scenario
internazionale dopo l'11 settembre: gli attacchi terroristici
a New York e Washington, tra l'altro, vengono definiti "un
concreto elemento di contrasto della strategia imperialista".
E ancora, alludendo ad una lotta terroristica globale, con
espressioni tipiche del lessico delle BR, il documento delinea
un quadro internazionale in cui "la catena imperialista
guidata dagli Usa dovrà allargare i fronti di conflitto
ed esporsi alla dispersione delle proprie forze armate...
una condizione che favorisce la resistenza e il contrattacco
antimperialista".
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