| Nato a Bologna nel 1950, Marco
Biagi era dall'anno scorso membro del Consiglio Nazionale dell'Economia
e del Lavoro, in qualità di consigliere del presidente,
ed era consulente del ministero del Lavoro. Marco Biagi è
stato uno degli autori del "Libro bianco" del ministero
del Welfare.
Professore di diritto del lavoro nel dipartimento di economia
aziendale dell'università di Modena e Reggio Emilia,
oltre ad essere consulente del ministro Maroni, Biagi aveva
fatto parte del comitato scientifico della Commissione Mirone,
incaricata di predisporre la riforma del diritto societario.
Tra i suoi lavori, uno studio su "Sindacato
Democrazia Diritto. Il caso inglese delle Trade Unions Act",
"Il diritto dei disoccupati", "Mercati e rapporti
di lavoro".
Collaborava regolarmente con "Il Sole 24 Ore" sul
quale aveva pubblicato recentemente numerosi articoli, in
particolare sull'art.18, e collaborava con Confindustria.
Biagi è stato il curatore, fra le altre cose, della
parte giuridica del "Patto di Milano", ha poi curato,
nell'ambito della delega sul mercato del
lavoro chiesta dal governo Berlusconi in Parlamento anche
la parte relativa alle deroghe all'articolo 18 dello Statuto
dei lavoratori: e' stato, di fatto, l'autore dell'articolo
10 del disegno di legge, quello, appunto, che propone la sperimentazione
innovativa sulla disciplina dei licenziamenti senza giusta
causa. La sua figura viene ricordata, nelle prime reazioni
a caldo di suoi colleghi, come quella di una persona moderata,
fautrice del dialogo
sociale. La sua uccisione viene accostata a quella di Massimo
D'Antona e di Ezio Tarantelli.
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