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In questi giorni di polemiche feroci, in un clima pre-elettorale avvelenato dove troppo si parla di "strumentalizzazione" e poco di "informazione", un ascoltatore ha inviato a Rai News 24 una e-mail: ci ringrazia per non aver consentito che Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta fossero uccisi una seconda volta.
E’ con questo stato d’animo, seguendo quelli che ritengo siano i "fondamentali" del mestiere del giornalista, ancor prima dei doveri del servizio pubblico radiotelevisivo, che decidemmo nell’estate scorsa di recuperare e trasmettere l’intervista televisiva a Paolo Borsellino.
Altri decisero di non farlo e fu un errore.
Il dibattito di questi giorni roventi, il ponderato intervento del Presidente della Camera, l’attenzione finalmente data ai contenuti e al messaggio anche umano di quell’intervista, dimostrano quanto oggettivo interesse presentasse.
Se i media, audiovisivi e stampati (RAI in testa) avessero discusso e approfondito il tema 7 mesi fa, sarebbe stato meglio per il Paese.
Un’informazione libera e democratica non può funzionare a getto alternato, né fermarsi timorosa se investe o sfiora i potenti.
Abbiamo deciso di pubblicare a fianco dell’intervista televisiva, che - ripeto - trasmettemmo nella sua integrità e senza alcuna manipolazione, il testo del materiale grezzo realizzato dai due autori francesi e pubblicato nel 1994 da "L’Espresso".
Siamo certi che in ambedue spirito e sostanza di quanto disse Paolo Borsellino due mesi prima di morire coincidano abbondantemente.
Ciascuno potrà liberamente giudicare.
(Roberto Morrione)
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